Scuola

Disagio minorile, Piccolotti: “Servono psicologi nelle scuole”

Psicologi nelle scuole. E’ questa la soluzione, o almeno una delle soluzioni, al disagio giovanile secondo Elisabetta Piccolotti, deputata di Avs. “Rispondo a chi dice che condividiamo la violenza ‘ma’. Sì usiamo il ma perché noi la condanniamo le violenze ma vogliamo risolvere i problemi che la producono, perché non si ripeta”.

Gli episodi di violenza

Gli ultimi episodi che raccontano di violenza nelle scuole contro insegnanti e collaboratori scolastici e i fatti recenti avvenuti in piazza accendono nuovamente i riflettori sul mondo della scuola e su cosa si può fare, e ancora non si è fatto, per arginare la deriva cui stiamo assistendo: “Le norme repressive del governo hanno fallito: i ragazzini vanno a scuola con i coltelli, aggrediscono gli insegnanti, abbiamo avuto persino uno studente morto e le piazze sono sempre più violente. Si introducono nuovi reati ma non si affronta il disagio sociale, economico e psicologico dei giovani”.

Gli psicologi nelle scuole

Secondo Piccolotti, la presenza di professionisti specializzati all’interno degli istituti sarebbe una premessa fondamentale in questo senso: “Chiediamo da anni psicologi nelle scuole, politiche contro le disuguaglianze e prospettive di benessere per le nuove generazioni”, prosegue la componente della Commissione Cultura alla Camera. “Generazioni che, oggi, si sentono escluse e private di spazi di partecipazione. Quando ero ragazzina occupavo la scuola, discutevo e facevo politica nel perimetro democratico. Oggi chi occupa rischia la bocciatura e la denuncia. Si criminalizzano gli attivisti per il clima e gli operai che protestano mentre per gli autotrasportatori il blocco stradale non diventa uno scandalo“.

Sulle proteste degli ultimi giorni: “La protesta è un’azione collettiva e democratica, che serve a spingere avanti il dibattito e a ottenere risultati. Criminalizzare il dissenso“, conclude Piccolotti, “significa alimentare l’idea che l’unica protesta possibile sia quella violenta, distruttiva e senza senso che abbiamo visto a Milano“.

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