Non è ancora stato varato ma i possibile nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti inizia già a far discutere, soprattutto per le prospettive di stabilizzazione dei docenti che da anni lavorano nella scuola con contratti a tempo determinato. Al centro delle polemiche ci sono gli emendamenti al DL Scuola presentati da Lega e Fratelli d’Italia, che prevedono un meccanismo di assunzione dalle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) subordinato alla disponibilità di posti rimasti dopo le procedure concorsuali. Un doppio canale di reclutamento che evidentemente non soddisfa.
La richiesta
A contestare questa impostazione è il Coordinamento Docenti Precari, che interviene con una dura presa di posizione nei confronti delle proposte avanzate dai due partiti di maggioranza.
“I precari storici della scuola esprimono forte contrarietà e dissenso sugli emendamenti al DL Scuola presentati da Lega e Fratelli d’Italia relativi al doppio canale di reclutamento”, si legge nel documento.
Il principale motivo di contestazione riguarda proprio la distribuzione dei posti disponibili. Secondo il Coordinamento, infatti, il sistema proposto non realizzerebbe un autentico doppio canale di reclutamento, perché lascerebbe ai docenti inseriti nelle GPS soltanto le eventuali disponibilità residue.
La richiesta è quella di una ripartizione paritaria dei posti tra graduatorie concorsuali e GPS, con l’obiettivo di garantire maggiori opportunità di stabilizzazione anche agli insegnanti che hanno accumulato diversi anni di servizio.
“Il vero doppio canale è quello che prevede il 50% dei posti da attribuire alle GM concorsuali e l’altro 50% dalle GPS”, sottolinea il Coordinamento.
La preoccupazione nasce anche dalla presenza degli idonei dei concorsi e dall’introduzione degli elenchi regionali, strumenti che, secondo i rappresentanti dei precari, rischiano di assorbire gran parte delle disponibilità prima che si possa procedere alle assunzioni dalle GPS.
Non bastano i posti residui
Il risultato, sempre secondo il Coordinamento, sarebbe un sistema formalmente aperto anche ai precari storici, ma con possibilità di accesso al ruolo estremamente limitate.
Su questo punto la posizione espressa è particolarmente netta: “Chi ha presentato quegli emendamenti invece sa benissimo che dalla GPS, salvo eccezioni rarissime, non si assumerà mai”.
La questione riguarda dunque non soltanto le modalità tecniche di reclutamento, ma anche il futuro di migliaia di insegnanti che continuano a garantire il funzionamento delle scuole attraverso incarichi annuali.
Per il Coordinamento, limitare le assunzioni dalle GPS ai soli posti residui non rappresenterebbe una risposta strutturale al precariato scolastico. La richiesta rivolta alla maggioranza è quindi quella di modificare il meccanismo proposto, riconoscendo ai docenti precari con anni di servizio opportunità di accesso al ruolo considerate più eque rispetto all’attuale impostazione degli emendamenti.