Doppio canale di reclutamento: conclusa la discussione al Senato, precari storici chiedono attivazione immediata

Docenti precari denunciano: nessuna stabilizzazione, critiche ai concorsi e al decreto PNRR. Chiesto un intervento urgente per risolvere il problema.

Malcontento tra i precari storici

Il tema del precariato scolastico torna al centro del dibattito con toni critici. Secondo il Coordinamento Docenti Precari, la situazione non avrebbe registrato miglioramenti concreti negli ultimi anni, nonostante gli impegni assunti in fase elettorale.

“È stata ancora una Pasqua amara per i precari storici della scuola”.

Nel documento i precari sottolineano che a distanza di tempo dall’insediamento dell’attuale esecutivo, non siano state adottate misure strutturali per la stabilizzazione del personale, mentre si sarebbe fatto ricorso principalmente a nuove procedure concorsuali.

Concorsi e rilievi europei

Le critiche si concentrano anche sull’efficacia dei concorsi, ritenuti insufficienti a risolvere il problema del lavoro precario. “Sono stati banditi solo concorsi ‘ammazza-precari’ […] giustificati con l’alibi dell’Europa, che invece chiede esattamente il contrario: stabilizzare chi ha lavorato”.

Non manca il riferimento alle procedure di infrazione avviate nei confronti dell’Italia per il ricorso prolungato ai contratti a termine, ritenuto non conforme alle direttive europee.

Non poteva mancare un accenno alla pronuncia della Corte di Cassazione del 2025, secondo cui il ricorso reiterato ai contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi non può essere considerato superato dalla semplice partecipazione a concorsi.

Decreto PNRR e nodo reclutamento

Il recente decreto PNRR, approvato alla Camera, introduce modifiche sul reclutamento ma, secondo i docenti, non affronta il nodo principale della stabilizzazione. L’attenzione resta quindi sulle possibili soluzioni normative.

Tra le proposte la necessità di interventi più rapidi, ritenendo insufficienti i tempi di un disegno di legge. Riferimento anche al dibattito in corso sul DDL Bucalo e alle ipotesi di revisione del sistema di reclutamento, tra doppio canale e utilizzo delle graduatorie per le immissioni in ruolo.

Graduatorie e richieste al governo

Nel frattempo, l’apertura degli elenchi regionali per il ruolo viene vista come una misura che non inciderebbe direttamente sulla platea dei precari storici, ma riguarderebbe principalmente gli idonei dei concorsi.

Secondo il Coordinamento, la priorità dovrebbe essere quella di stabilizzare chi ha già maturato esperienza, così da garantire continuità didattica e ridurre il rischio di ulteriori contestazioni a livello europeo.

Tra le richieste finali, anche l’attivazione di un confronto tecnico con il Ministero dell’Istruzione, con l’obiettivo di affrontare in modo strutturale il tema del precariato nel sistema scolastico.