Aumento stipendio docenti: per alcuni importi in busta paga bisognerà aspettare il 2027

Alla velocità con cui ministero e sindacati hanno firmato il nuovo rinnovo di contratto per la parte economica, farà da contraltare la necessità di attendere per l’erogazione di alcuni aumenti previsti dall’ipotesi di contratto che dovrebbe essere formalizzata entro giugno.

La distribuzione degli aumenti

Se il rispetto di questa scadenza dovrebbe consentire di avere i primi aumenti e soprattutto gli arretrati già a partire dal mese di luglio, per altri aumenti bisognerà aspettare l’anno nuovo. Gli incrementi salariali, infatti, non saranno pagati in un’unica soluzione.

Secondo il contratto firmato in forma di ipotesi all’inizio di questo mese, gli aumenti retributivi saranno distribuiti sui tre anni del triennio: 2025, 2026 e 2027.

L’accordo è stato trovato sulla base di importi che possono essere stimati in media, ma che vanno comunque valutati caso per caso. Per questo si ragiona su importi medi e soprattutto su importi lordi, perché l’importo definitivo che spetta a ciascun dipendente della scuola è strettamente legato alla posizione economica individuale, alla carriera e alla classe stipendiale di appartenenza. Senza considerare le questioni fiscali che incidono sul netto.

L’attesa per l’anno prossimo

Tornando allo scaglionamento degli aumenti, alcune componenti accessorie della retribuzione verranno erogate soltanto a partire dal nuovo anno, già dal 1° gennaio. Il riferimento è alla Retribuzione Professionale Docenti (RPD), al Compenso Individuale Accessorio (CIA) per il personale ATA e all’indennità di amministrazione.

C’è poi da decurtare quanto già corrisposto in busta paga prima della firma del contratto sotto forma di indennità di vacanza contrattuale.