Entra nel vivo la fase di preparazione propedeutica all’avvio del quarto ciclo dei percorsi abilitanti per i docenti. In questa fase, ci si concentra sull’accreditamento dell’offerta formativa universitaria che però non consente come avvenuto in passato alle università di pubblicare i bandi se non viene prima pubblicato il decreto da parte del ministero.
L’accreditamento Anvur
Già prima dell’estate il ministero, di concerto con le facoltà interessate, ha avviato l’iter che porterà nelle prossime settimane alla pubblicazione del decreto utile ai bandi per il quarto ciclo dei percorsi abilitanti.
Dopo che le facoltà hanno provveduto a caricare le proposte sulla piattaforma ministeriale, siamo nella fase riservata all’ accreditamento da parte dell’ANVUR, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.
Insomma il quarto ciclo dei percorsi di abilitazione è alle porte con l’accreditamento riservato alle classi di concorso che interessano le università per l’attivazione dei percorsi.
Una delle novità del prossimi ciclo, potrebbe riguardare nuove classi di concorso, da aggiungere a quelle già accreditate. Ma potrebbe anche verificarsi il caso per cui arrivi la richiesta di modifica del piano di studi da parte dell’Ateneo.
La restrizione sulle iscrizioni
Motivo in più, da parte di chi è rimasto deluso dalle classi di concorso dei cicli precedenti, di consultare l’offerta formativa che verrà formalizzata dopo la pubblicazione del decreto sotto forma di bando di concorso.
La procedura di accreditamento da parte delle università sta per essere completata, solo allora il Ministero potrà emanare il decreto che conterrà tutti i dettagli dell’offerta che si deciderà di autorizzare. Dopo il decreto, le università potranno dare il via alle iscrizione previa pubblicazione dei bandi. Non prima, come accaduto in passato. E’ la grande restrizione di quest’anno.
Il ministero con questa restrizione vuole scongiurare il rischio che si verifichi ciò che è avvenuto gli anni scorsi, e cioè candidati rimasti senza posto perché iscritti a un ateneo che poi ha ottenuto meno posti autorizzati di quelli che aveva messo a disposizione per le iscrizioni. Situazione che, unita al vincolo di iscriversi in un solo ateneo, aveva penalizzato moltissimi docenti.