Concorsi

Concorsi scuola, Italia obbligata a bandirne uno ogni anno anche dopo il PNRR: si cerca una soluzione con l’Europa

L’Italia è attualmente impegnata con l’Europa a svolgere un concorso scuola l’anno anche dopo la conclusione degli impegni in ambito Pnrr che hanno portato alle tre procedure ravvicinate cui abbiamo assistito negli ultimi anni. L’ultimo, il Pnrr 3 del 2026, ha consentito di perfezionare il target di 70mila assunzioni promesse a Bruxelles.

In attesa del doppio canale

Questo però non libera completamente il nostro Paese dagli impegni nell’organizzazione dei concorsi. L’Italia infatti nell’ambito di quegli accordi si è anche impegnata a proseguire con un concorso scuola l’anno. Ecco perché si parla in questi giorni della possibilità di un bando entro fine anno, che potrebbe arrivare già nel mese di novembre come dimostrerebbe l’avvio del collaudo e censimento della aule informatiche per i concorsi e la revisione delle tabelle dei titoli che ha coinvolto e sta coinvolgendo anche il Cspi.

Una buona notizia per chi aspetta un nuovo concorso scuola, meno per chi si trova da anni nelle graduatorie e spera che si possa finalmente iniziare ad attingere da esse per le assunzioni, con il doppio canale di reclutamento al vaglio sempre di Bruxelles mediante la trasformazione delle Gps in Gpsr.

L’impegno dell’Italia

Una soluzione, per chi ritiene che un altro concorso sarebbe dannoso oltre che superfluo, arriva dal fatto che, come spiega Mario Pittoni, responsabile istruzione della Lega, “abbiamo segnalato il problema alla Commissione europea che ha manifestato disponibilità a ragionare su bandi mirati alle graduatorie esaurite. Vediamo cosa riusciamo a ottenere in concreto. Le difficoltà nascono dal fatto che, prima di andare a casa, la sinistra aveva impegnato l’Italia a fare un concorso all’anno anche dopo le tre procedure Pnrr già espletate”.

L’obiettivo quindi sarebbe non quello di fermare tutti i concorsi, ma quantomeno di limitarli a quelle graduatorie esaurite, con mini bandi mirati. Per poi procedere parallelamente con le assunzioni da graduatorie provinciali valorizzando esperienza e competenze acquisite in anni di supplenze.

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