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Nuove regole sul PEI e ore di sostegno, è polemica: tre criticità nel decreto scuola

Le nuove disposizioni sul Piano Educativo Individualizzato (PEI), contenute nel decreto-legge 170, finiscono al centro delle critiche di Dario Ianes, già docente di pedagogia speciale all’Università di Bolzano, intervenuto il 12 ottobre durante le audizioni della Commissione Cultura del Senato, nell’ambito dell’esame per la conversione in legge del provvedimento. Lo riporta Tecnica della Scuola.

Ianes ha espresso un giudizio particolarmente negativo sull’articolo 1 del decreto, individuando tre aspetti che, a suo parere, rischiano di compromettere la qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

PEI entro giugno: impossibile prevedere le condizioni dell’anno successivo

La prima critica riguarda la previsione di redigere entro giugno il PEI per l’anno scolastico successivo.

Secondo Ianes, questa impostazione costringerebbe scuole, consigli di classe e Gruppi di lavoro operativo (GLO) a programmare gli interventi educativi senza conoscere le condizioni effettive nelle quali si svolgerà l’attività didattica.

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, infatti, possono cambiare gli insegnanti, le competenze degli studenti con disabilità e numerosi altri elementi che incidono sulla progettazione educativa.

Per questo motivo, secondo l’esperto, il PEI dovrebbe essere costruito sulla situazione reale dell’alunno e del contesto di apprendimento, non su previsioni formulate diversi mesi prima.

Redigere un PEI definitivo entro giugno significherebbe quindi, nella sua valutazione, indebolire uno strumento fondamentale per l’inclusione.

PEI e ore di sostegno bloccati per un intero grado scolastico

La seconda contestazione riguarda la possibilità di mantenere invariato il PEI fino al passaggio al grado di istruzione successivo.

Ianes ritiene questa scelta pedagogicamente sbagliata perché gli studenti con disabilità, esattamente come tutti gli altri, crescono e modificano nel tempo le proprie capacità e necessità.

Anche l’ambiente scolastico può cambiare, introducendo nuove difficoltà oppure nuove opportunità.

Di conseguenza, mantenere invariati per un intero grado scolastico sia il PEI sia le ore di sostegno e di educativa scolastica rischierebbe di impedire l’adeguamento degli interventi alle esigenze effettive degli studenti.

Ianes ha inoltre sollevato un’altra possibile conseguenza: sapendo che le ore di sostegno assegnate potrebbero rimanere invariate negli anni successivi, alcune scuole potrebbero essere spinte a richiederne inizialmente un numero maggiore. Si tratta, come ha precisato lo stesso esperto, soltanto di un sospetto.

GLO validi anche senza tutte le componenti

La terza critica riguarda il funzionamento dei Gruppi di lavoro operativo, che riuniscono insegnanti, famiglie e operatori dei servizi coinvolti nel percorso educativo dello studente.

Secondo Ianes, considerare valido il GLO anche in assenza di alcune componenti, in particolare delle famiglie e dei servizi sanitari, rischia di svuotare di significato questo organismo.

Il valore del GLO consiste infatti proprio nel confronto tra le diverse figure che conoscono lo studente e contribuiscono alla definizione degli interventi educativi.

Ridurre l’importanza della partecipazione potrebbe favorire riunioni frettolose, poco produttive e caratterizzate da uno scarso coinvolgimento delle famiglie e degli altri soggetti interessati.

Nel complesso, l’ex docente universitario considera le tre disposizioni contrarie ai principi pedagogici dell’inclusione scolastica.

La redazione anticipata del PEI, il suo mantenimento per un intero grado di istruzione e l’indebolimento del ruolo del GLO rappresenterebbero, secondo Ianes, un arretramento rispetto all’obiettivo di garantire percorsi educativi realmente personalizzati.

Da qui la conclusione particolarmente dura del suo intervento: il Governo, secondo Ianes, starebbe progressivamente riducendo l’importanza di alcuni strumenti fondamentali per l’inclusione degli studenti con disabilità.

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