Gli Elenchi regionali degli idonei restano al centro del dibattito sul reclutamento dei docenti. A intervenire nuovamente sulla questione è Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della commissione Cultura del Senato, che torna a spiegare quale sia, a suo giudizio, la natura del nuovo strumento introdotto per gli aspiranti all’assunzione.
Graduatorie ad esaurimento
Secondo Pittoni, il meccanismo costruito per gli idonei presenta caratteristiche che lo rendono sostanzialmente molto vicino a una graduatoria destinata a permanere nel tempo.
«Allo stato attuale gli Elenchi regionali sono graduatorie riservate agli idonei precari di fatto ad esaurimento», afferma Pittoni.
Il riferimento è soprattutto alla possibilità riconosciuta agli interessati di tornare a inserirsi negli elenchi negli anni successivi. Un elemento sul quale Pittoni insiste da tempo e che rappresenta uno degli aspetti centrali del nuovo sistema.
Lo stesso responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega chiarisce infatti il motivo della sua definizione: gli elenchi possono essere considerati, nella sua lettura, sostanzialmente “ad esaurimento” «in quanto ci si può iscrivere tutti gli anni senza scadenza».
Non si tratterebbe quindi di una graduatoria destinata a perdere efficacia dopo un periodo prestabilito. Nei precedenti interventi Pittoni aveva già sottolineato come gli Elenchi regionali fossero stati concepiti senza una scadenza e con la possibilità, per gli idonei precari interessati, di aggiornare negli anni la propria collocazione territoriale.
Il nuovo intervento contiene però anche un avvertimento rivolto allo stesso mondo degli idonei.
Doppio canale a rischio
Pittoni aggiunge: «Sempre che l’aggressività di alcuni idonei nei confronti delle altre categorie non spinga a correzioni».
Pittoni era già intervenuto sul tema sostenendo che non esistono idonei “di serie A e di serie B” e spiegando le differenze tra il meccanismo relativo al 30% dei posti messi a bando e quello degli Elenchi regionali.
Pittoni rivendica la stabilità del meccanismo attuale, sostenendo che gli Elenchi regionali garantiscono agli idonei precari una possibilità di permanenza e di accesso al ruolo nel tempo e lascia intendere che il quadro normativo non debba essere considerato necessariamente intoccabile, soprattutto qualora il confronto tra le diverse categorie dovesse portare a nuove richieste di modifica.
Gli Elenchi regionali restano collegati al progetto più ampio del doppio canale di reclutamento, sul quale Pittoni insiste da mesi e che dovrebbe coinvolgere, nelle intenzioni da lui illustrate, anche le altre graduatorie del precariato scolastico.
