Scuola

No a nuovi concorsi scuola: priorità a scorrimento graduatorie ed elenchi regionali, richiesta al ministero

La FLC CGIL ha nuovamente chiesto al ministero di non bandire nuovi concorsi scuola nei prossimi mesi, in modo da poter dare priorità allo scorrimento delle graduatorie già piene di tanti docenti, proseguendo anche con lo scorrimento degli elenchi regionali per il ruolo che per la prima volta quest’anno sono stati inseriti nell’ambito delle procedure straordinarie di immissione in ruolo accanto a scorrimento prima fascia gps sostegno e mini call veloce, con priorità su queste ultime.

La nuova tabella di valutazione dei titoli

La richiesta da parte del sindacato è stata formulata in occasione della presentazione da parte del ministero delle nuove tabelle di valutazione dei titoli in vista dei prossimi concorsi scuola, per i quali però, va detto, il ministero non ha dato alcun annuncio specifico circa modalità e tempistiche.

Si resta quindi alle intenzioni pre pnrr, ovvero prima dell’indizione dei tre concorsi scuola ravvicinati necessari per consentire all’Italia di rispettare gli impegni presi con Bruxelles. L’intenzione, nel posto Pnrr, era quella di bandire concorsi annuali. Ma le cose sono cambiate, come ha anche specificato nelle score ore il responsabile istruzione della Lega Mario Pittoni.

Niente nuovo concorsone

L’intenzione adesso è quella di non precedere almeno per il momento con un nuovo concorsone, quanto piuttosto di bandire mini concorsi mirati per le graduatorie vuote. Un’intenzione che dovrebbe consentire di procedere anche con il programma che dovrebbe portare al doppio canale di reclutamento docenti.

Secondo Pittoni, in prima linea nel tentativo di mediare con l’Europa per l’introduzione nel nostro Paese delle Gpsr che andrebbero a sostituire le gps in modo da poter attingere ad esse per l’immissione in ruolo, siamo al terzo dei quattro step utili per perfezionare il tutto.

Tempistiche non se ne possono dare, considerato che senza il via libera dell’Europa, al momento il nostro Paese non può procedere con decisioni autonome.