Tempistiche e modalità del prossimo concorso scuola sono ancora estremamente incerti. Troppe variabili da valutare: l’eventuale approvazione del doppio canale di reclutamento, la verifica delle graduatorie vacanti, la strategia assunzionale che si vorrò adottare in generale.
La trasformazione di Gps in Gpsr
Per questo ipotizzare un nuovo concorsone a breve è difficile, più semplice pensare a mini concorsi mirati per le graduatorie vacanti. Questo, insieme all’assunzione dalle Gps (se si riuscisse finalmente a trasformarle in Gpsr con il via libera di Bruxelles), consentirebbe di ridurre il precariato e la supplentite come docenti, sindacati e auna parte politica auspicano.
Tutto ciò per dire che al momento non c’è ancora una data per una nuova procedura concorsuale, e sembra sempre più difficile, come invece era stato ipotizzato in un primo momento, che nella fase post pnrr si sarebbe andati avanti con un concorso scuola l’anno, già a partire dal prossimo autunno.
Il fatto che il ministero si appresti a modificare le tabelle di valutazione, non deve far pensare a un’accelerazione in vista del prossimo concorso scuola. Sono due discorsi separati.
In attesa del doppio canale di reclutamento
Bisogna piuttosto iniziare a entrare nell’ottica di concorsi separati per diverse realtà e classi di concorso, in modo da avviare procedure di reclutamento laddove le graduatorie utilizzabili risultano già esaurite.
Saranno trattati diversamente territori o insegnamenti con graduatorie dalle quali è possibile attingere per le assunzioni, e che renderebbero meno urgente un nuovo concorso.
Nei prossimi mesi il ministero monitorerà la consistenza delle graduatorie ancora vigenti per soppesare le esigenze di reclutamento che potranno emergere nei diversi territori e in base alle diverse classi di concorso. Sempre che nel frattempo non dovessero esserci novità sul fronte del doppio canale di reclutamento che potrebbe ulteriormente modificare le carte in tavola e le prospettive assunzionali per i precari.
