Il rinnovo del contratto scuola ha portato più polemiche che altri, tra buste paga inferiori alle aspettative, aumenti non riscontrati e arretrati non all’altezza dei calcoli fatti. Problematica che ha riguardato in particolare il mese di agosto, quello in cui erano presenti gli aumenti di stipendio e l’emissione speciale con gli arretrati, ma che vale anche in questo mese di settembre in cui gli aumenti di stipendio continuano a essere presenti.
Il consiglio dei sindacati
I sindacati insistono sulla necessità di controllare i cedolini, e di non dare per scontato che i calcoli di Ministero e Noipa siano necessarimaente corretti. Potrebbero esserci degli errori, soprattutto in un momento di modifiche su così larga scala, che andrebbero segnalati prontamente all’amministrazione, per non correre il rischio di perdere ciò a cui si ha diritto.
Per capire se il cedolino è corretto dopo il rinnovo del contratto, la cosa più importante è non limitarsi a guardare il netto finale, perché può essere influenzato da tasse, detrazioni e conguagli. Bisogna invece controllare le singole voci che compongono la retribuzione e confrontarle con quelle previste dal nuovo contratto.
Il primo elemento da verificare è lo stipendio tabellare. Dopo l’applicazione del rinnovo contrattuale questa voce deve risultare aumentata rispetto ai mesi precedenti. Il valore corretto dipende dal profilo professionale, dal grado di scuola e dalla fascia stipendiale del dipendente. Per questo il confronto deve essere fatto con la tabella contrattuale corrispondente alla propria posizione.
Indennità di vacanza contrattuale
Importante poi controllare l’indennità di vacanza contrattuale. Con l’entrata a regime degli aumenti contrattuali questa voce può essere assorbita nel nuovo stipendio. Di conseguenza, l’aumento visibile in busta paga non coincide necessariamente con l’intero incremento dello stipendio tabellare: una parte dell’aumento sostituisce infatti una somma che era già stata percepita nei mesi precedenti.
Per i docenti bisogna verificare anche la retribuzione professionale docente, mentre per il personale ATA devono essere controllate le specifiche voci accessorie previste dal contratto. Alcuni incrementi possono inoltre decorrere in un momento successivo rispetto all’aumento dello stipendio base.
Un controllo separato va fatto sugli arretrati. La somma corrisposta deve tenere conto degli aumenti maturati nei periodi precedenti, ma da questa possono essere sottratte le somme già ricevute sotto forma di indennità di vacanza contrattuale. Sugli arretrati possono inoltre essere applicate le relative trattenute fiscali. Per questo l’importo effettivamente accreditato può essere sensibilmente inferiore alla somma lorda teoricamente maturata.
Cosa fare subito
Il sistema più semplice è quindi confrontare il cedolino precedente al rinnovo con quello successivo, verificando soprattutto stipendio tabellare, eventuale scomparsa dell’indennità di vacanza contrattuale, retribuzione professionale e arretrati.
Se il netto sembra più basso del previsto, non significa automaticamente che ci sia un errore. Possono esserci maggiori trattenute fiscali, conguagli, variazioni delle detrazioni oppure il passaggio a una nuova fascia stipendiale. Solo dopo aver escluso questi elementi ha senso verificare se le voci stipendiali non corrispondono effettivamente alle tabelle del contratto.
Il dato decisivo non è quanto arriva sul conto corrente, ma se le singole voci lorde del cedolino corrispondono alla propria fascia e agli importi previsti dal nuovo CCNL.