Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna. Il tentativo di adeguare gli stipendi scuola all’inflazione e al resto delle retribuzioni dei colleghi italiani della pubblica amministrazione e dei colleghi europei non è andato a buon fine nonostante i tre rinnovi di contratto scuola ravvicinati. E allora per tentare indirettamente di aumentare le buste paga, oltre agli strumenti indiretti come i buoni pasto di cui si discuterà a settembre nell’ambito del rinnovo della parte normativa del contratto scuola, si pensa a ridurre la tassazione su quanto viene percepito a fine mese.
10mila euro annui in meno
In questo modo, si aumenterebbe il potere d’acquisto del personale scolastico combattendo l’inflazione. Il resto dei dipendenti pubblici in Italia prende qualcosa come 10 mila euro annui in più, se si pensa ai dipendenti delle Funzioni Centrali.
La proposta di Anief va proprio in questa direzione: “Come sindacato – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – proponiamo di introdurre delle manovre che avrebbero l’effetto immediato di ridurre la distanza dei compensi e dare ossigeno ad una categoria sempre più in difficoltà economica, a partire da coloro che operano in regime di precariato e nei primi nove anni di ruolo, durante i quali lo stipendio rimane a lungo fermo.
Già un incremento stipendiale di 150 euro, come indennità integrativa speciale, il recupero dell’anno 2013 ai fini della carriera, soppresso 15 anni fa per via di un accordo scellerato con gli altri sindacati, e una minore tassazione sarebbero importanti per rimpinguare i compensi della categoria”.
Un recupero di 3mila euro l’anno
La proposta di Anief sulla tassazione dello stipendio prevede di passare da tre a sei aliquote. “Se compensi e aumenti sono assorbiti dalle tasse – sostiene Anief – allora è evidente che dobbiamo cambiare le aliquote fiscali. Con degli accorgimenti, avremmo almeno il 2% di stipendio in più. Il nostro Ufficio studi ha calcolato guadagni netti rilevanti, fino a 3 mila euro l’anno”.
Pacifico non usa mezzi termini: “è ora di finirla di iper-tassare i compensi medio-bassi: con l’adozione massima del 23% di tasse per redditi fino a 40 mila euro, rispetto al 33% attuale. Inoltre, si dovrebbe applicare il 15% di tassazione sul salario accessorio e sullo straordinario, infine solo del 5% su tutti gli aumenti contrattuali. Una riduzione simile l’avevo chiesta al Governo l’anno scorso, durante il confronto a Palazzo Chigi sulla legge di bilancio 2026: adesso, senza interventi sulle aliquote fiscali, la situazione sta diventando sempre più difficile”.