La domanda, adesso che le GPS 2026/28 stanno finalmente prendendo forma con la pubblicazione delle graduatorie da parte degli Uffici scolastici, è abbastanza semplice: dove ci saranno più possibilità di ottenere una supplenza?
Semplice la domanda, molto meno la risposta. Perché non basta conoscere il proprio punteggio e nemmeno vedere quante persone ci precedono in graduatoria. Bisogna sapere quanti posti saranno effettivamente disponibili, quanti aspiranti davanti a noi hanno presentato la domanda delle 150 preferenze, quali sedi hanno scelto e quanti, magari già destinatari di altre nomine, spariranno di fatto dalla corsa.
Insomma, essere al numero 300 in una GPS non significa necessariamente avere davanti 299 concorrenti per quella cattedra.
La fase decisiva dovrebbe partire ormai a breve. Gli Uffici scolastici stanno pubblicando le GPS valide per il biennio 2026/28 e, dopo le operazioni che hanno riguardato le immissioni in ruolo, la prima fascia sostegno e la mini call veloce, l’attenzione si sposta sugli incarichi al 31 agosto e al 30 giugno.
Ed è qui che inizieranno a vedersi le differenze, anche molto importanti, tra una provincia e l’altra.
Al Nord molte più nomine
I numeri degli ultimi anni continuano a mostrare un’Italia divisa anche sul fronte delle supplenze. Secondo una recente elaborazione dell’Osservatorio ScuolaGo, la Lombardia arriva a circa 30mila nomine, mentre in Calabria ci si ferma intorno alle 5mila.
Una differenza enorme che, però, va interpretata. In Lombardia ci sono più scuole, più posti, un maggiore movimento di personale e soprattutto alcune province nelle quali ogni anno si assegnano migliaia di incarichi. Non significa che trasferire la propria GPS a Milano, Bergamo o Varese avrebbe automaticamente garantito una supplenza (dipende moltissimo dalla classe di concorso), ma il dato sulle possibilità complessive resta difficile da ignorare.
Un esempio aiuta a capire. Nella sola provincia di Varese, nel 2025/26, sono state censite circa 2.680 nomine GPS. Ben 807 riguardavano ADMM, il sostegno nella scuola secondaria di primo grado, e 441 ADSS, quindi il sostegno alle superiori.
A Bergamo le nomine censite sono state più di 3mila, con numeri importanti ancora una volta sul sostegno ma anche sulla primaria e su alcune discipline.
Questo non vuol dire che saranno gli stessi numeri nel 2026/27 (sarebbe impossibile sostenerlo prima di vedere tutti i posti disponibili), ma dà un’indicazione di quanto il territorio possa cambiare completamente le prospettive dello stesso docente.
Alcune classi di concorso restano molto più favorevoli di altre
C’è poi il problema della classe di concorso. E forse è persino più importante della provincia.
I dati elaborati sulle graduatorie mostrano situazioni quasi opposte. Per alcune discipline artistiche o molto specifiche il numero di candidati rispetto alle nomine è altissimo. Per A016, Disegno artistico e modellazione odontotecnica, si arriva ad oltre 400 aspiranti per ogni nomina censita. Anche A047, Scienze matematiche applicate, A031, Scienze degli alimenti, e diverse classi dell’area artistica mostrano una concorrenza elevata.
Dall’altra parte ci sono discipline dove il rapporto è decisamente più favorevole. È il caso, ad esempio, di A027 Matematica e Fisica, A041 Scienze e tecnologie informatiche, A040 Scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche e A042 Scienze e tecnologie meccaniche.
Ed è proprio qui che il semplice punteggio GPS rischia di trarre in inganno: 70 punti possono essere pochissimi in una graduatoria e più che sufficienti in un’altra.
Sul sostegno il discorso è ancora diverso. Il numero di incarichi continua ad essere molto elevato, soprattutto in alcune province del Nord, ma contemporaneamente è aumentato in maniera importante il numero degli specializzati presenti nelle graduatorie. ADSS, in particolare, appare molto più affollata rispetto a qualche anno fa, anche per l’ingresso progressivo dei docenti specializzati attraverso i diversi percorsi.
Quindi sostegno non significa più, almeno non ovunque, “supplenza quasi sicura”.
Il primo bollettino
C’è infine un aspetto che nelle prossime settimane potrebbe diventare particolarmente importante. Il primo turno di nomina non racconta tutta la storia delle GPS.
Ci saranno rinunce, disponibilità sopraggiunte, rettifiche, posti che non erano inizialmente presenti e nuovi turni di nomina. Negli anni passati in alcune province si è arrivati a numerosi bollettini successivi e lo stesso potrebbe accadere anche questa volta.
In più, dal 2026 c’è la novità dei cosiddetti “posti orario”: gli Uffici scolastici possono aggregare spezzoni presenti anche in scuole differenti nel tentativo di creare incarichi con un numero maggiore di ore. Anche questo elemento potrebbe modificare, almeno in parte, il numero e il tipo delle disponibilità che saranno proposte agli aspiranti.
Per capire davvero dove le GPS 2026 scorreranno maggiormente bisognerà quindi attendere i primi bollettini di fine agosto e soprattutto confrontare posizione dell’ultimo nominato, punteggio e numero delle disponibilità residue.
È quello il momento in cui avremo una fotografia molto più precisa.
Una cosa, però, può essere detta già adesso: le possibilità non saranno distribuite allo stesso modo in tutta Italia. Ci saranno graduatorie che potrebbero muoversi molto poco e altre nelle quali, tra rinunce e turni successivi, si potrebbe scendere parecchio più in basso di quanto oggi faccia pensare la semplice posizione in GPS.
E per molti precari sarà proprio questa la sorpresa delle prime settimane di settembre.
Le GPS 2026/28 sono effettivamente in pubblicazione in questi giorni, mentre le prime operazioni sulle supplenze ordinarie sono attese verso la fine di agosto; secondo gli esperti interpellati dalla stampa specializzata, i turni potranno poi proseguire anche nelle settimane successive. La novità dell’aggregazione degli spezzoni in “posti orario” è stata illustrata nell’informativa ministeriale sulla procedura informatizzata.