Tra pochi giorni, con la pubblicazione dei primi bollettini delle supplenze da GPS, per migliaia di docenti comincerà il momento forse più stressante di tutta la procedura. Si guarda il file, si cerca il proprio nome e, se non c’è, la conclusione viene quasi spontanea: anche quest’anno niente supplenza.
Ma non è necessariamente così.
Il primo bollettino delle nomine, infatti, è importante ma non fotografa tutto quello che accadrà durante l’anno scolastico. E questo vale ancora di più in alcune province, dove le disponibilità comunicate alla fine di agosto possono cambiare anche nel giro di pochi giorni (qualche volta creando non poca confusione tra gli stessi aspiranti).
Ci sono innanzitutto le rinunce. Un docente può essere individuato su una sede e poi non accettare l’incarico, oppure possono verificarsi altre situazioni che rendono nuovamente disponibile un posto. Ci sono poi le rettifiche degli Uffici scolastici e le disponibilità che arrivano successivamente dalle scuole. Non è raro, insomma, che dopo il primo turno ne arrivino altri.
Questo non vuol dire, però, che chi rimane senza incarico al primo bollettino verrà sicuramente recuperato più avanti. Sarebbe un messaggio sbagliato e probabilmente creerebbe aspettative inutili. Molto dipenderà dalla provincia, dalla classe di concorso, dal numero di aspiranti che precedono in graduatoria e soprattutto dalle preferenze inserite nella domanda presentata a luglio.
C’è però un dato che spesso viene dimenticato: il sistema delle supplenze non si ferma necessariamente con le disponibilità conosciute negli ultimi giorni di agosto.
La disciplina delle GPS prevede infatti che, nei diversi turni di nomina, vengano prese in considerazione le disponibilità che si determinano successivamente e che rientrano nelle tipologie di incarico previste. Quindi può accadere che un posto che oggi non compare nel quadro delle disponibilità venga inserito in un turno successivo.
Ed è soprattutto sul sostegno che la questione potrebbe avere un peso importante.
I posti in deroga possono arrivare anche dopo
I posti di sostegno in deroga non vengono necessariamente autorizzati tutti contemporaneamente. Le richieste partono dalle scuole e gli Uffici scolastici procedono progressivamente alle autorizzazioni, sulla base delle effettive necessità degli alunni.
Una parte viene definita prima dell’inizio delle lezioni, ma altre esigenze possono emergere dopo. Un nuovo alunno con disabilità che arriva in una scuola, una variazione delle ore necessarie, una certificazione acquisita successivamente: sono situazioni che possono modificare il fabbisogno.
E infatti le autorizzazioni dei posti in deroga possono proseguire anche durante l’anno scolastico.
Questo spiega anche una cosa che spesso sorprende chi segue le GPS per la prima volta: vedere una graduatoria apparentemente quasi ferma a fine agosto e poi, qualche settimana più tardi, scoprire che sono state effettuate nuove nomine.
Naturalmente non tutti i posti che si rendono disponibili seguiranno necessariamente lo stesso percorso e non tutto arriverà sempre attraverso il classico bollettino provinciale. A seconda del momento in cui nasce la disponibilità, della graduatoria e dell’eventuale esaurimento delle GPS possono entrare in gioco anche graduatorie di istituto e interpelli.
Per questo sarebbe un errore guardare soltanto il primo PDF pubblicato dall’Ufficio scolastico e considerare chiusa la partita.
Quest’anno c’è anche una differenza rispetto ai concorsi PNRR
C’è poi un elemento che distingue il 2026/27 dagli ultimi anni e che potrebbe evitare almeno una delle complicazioni viste in passato.
Per le immissioni in ruolo di quest’anno non sono più previste le deroghe temporali che avevano consentito di assumere i vincitori dei concorsi PNRR anche dopo il 31 agosto, con posti che venivano accantonati e supplenti che sapevano già di poter essere sostituiti nel corso dell’anno.
Per il 2026/27 le operazioni di assunzione devono invece concludersi entro il 31 agosto. Se un’individuazione dovesse arrivare successivamente, la presa di servizio sarà differita all’anno scolastico seguente, pur con gli effetti giuridici previsti dalla normativa.
Tradotto in maniera molto semplice: non dovremmo ritrovarci con cattedre al 31 agosto sottratte alle normali supplenze per essere tenute ferme in attesa di una successiva assunzione PNRR, come avvenuto negli anni scorsi.
Non significa che improvvisamente ci saranno più cattedre per tutti. Significa semplicemente che una delle variabili che aveva complicato parecchio le operazioni precedenti dovrebbe venire meno.
Settembre potrebbe cambiare parecchie situazioni
La vera fotografia delle supplenze 2026/27, quindi, probabilmente non l’avremo con il primo bollettino.
Serviranno almeno i primi turni successivi, soprattutto nelle province più grandi. E bisognerà osservare con attenzione anche quanto scenderanno le graduatorie, perché il numero scritto accanto al proprio nome dice fino a un certo punto quante persone ci sono realmente davanti: alcuni aspiranti potrebbero aver ottenuto il ruolo, altri essere stati confermati sul sostegno, altri ancora potrebbero non aver indicato determinate sedi o determinate tipologie di posto.
Poi ci sono le rinunce, che ogni anno ci sono e non sono nemmeno così semplici da prevedere.
Per chi non riceverà una nomina al primo giro, dunque, settembre potrebbe ancora riservare qualche possibilità. In certi casi anche parecchie posizioni più in basso rispetto all’ultimo nominato iniziale, in altri invece lo scorrimento potrebbe essere minimo.
Il consiglio, almeno in questa fase, è quindi quello di non fare calcoli troppo definitivi dopo il primo bollettino. Guardare chi è stato nominato è utile, certamente, ma ancora più utile sarà vedere quali posti resteranno liberi e soprattutto quali nuove disponibilità verranno comunicate per il turno successivo.