L’anno scolastico 2025/2026 registra un volume complessivo pari a 189.937 contratti a tempo determinato erogati attraverso i listini provinciali, con una copertura estesa su 107 circoscrizioni territoriali. I rilevamenti estrapolati dagli archivi del Ministero, rielaborati dalla piattaforma scuolago.it, mettono in luce un panorama dell’impiego scolastico fortemente disomogeneo tra le regioni del Nord e quelle del Mezzogiorno, con scostamenti netti sia sul piano dei volumi occupazionali sia sulle soglie di merito richieste per l’immissione in servizio.
La geografia delle assegnazioni: la Lombardia guida, Napoli prima provincia
Analizzando la distribuzione dei posti attribuiti nei singoli ambiti territoriali, la realtà flegrea e partenopea conquista il primato assoluto con 11.180 contratti, precedendo il capoluogo lombardo con 9.295 e quello piemontese con 8.408. Troviamo poi Roma con 5.952, Trento con 4.446, Palermo con 4.100, Bari con 3.828, Brescia con 3.670, Perugia con 3.461, Catania con 3.234, Bergamo con 3.036, Genova con 2.953, Bologna con 2.890, Verona con 2.777 e Venezia con 2.761. Sul versante opposto della graduatoria volumetrica figura Trieste, che chiude la lista con appena 470 assegnazioni.
La suddivisione per Macroaree e Regioni
Suddividendo la Penisola in quadranti geografici, l’area settentrionale assorbe la quota maggioritaria degli incarichi, pari a 80.598 contratti, ovvero il 42% della quota nazionale. Seguono il Meridione con 44.050 contratti (23%), la fascia centrale con 37.231 (20%) e il blocco insulare con 21.267 (11%). In ambito regionale, la Lombardia domina la classifica con 29.457 posti, seguita da Campania con 16.517, Piemonte con 16.119, Sicilia con 14.781, Emilia-Romagna con 14.164, Toscana con 13.772, Puglia con 13.743, Veneto con 12.787, Lazio con 11.999, Marche con 6.830, Sardegna con 6.486 e Calabria con 5.738.
Tipologia di contratto: dominano i termini al 30 giugno
Per quanto concerne la natura giuridica delle formule contrattuali stipulate, la fetta più imponente è rappresentata dalle cattedre fino al termine delle lezioni (30 giugno), con 115.724 contratti pari al 65% del totale. Le frazioni orarie ammontano a 44.607, rappresentando il 25%, mentre le cattedre annuali fino al 31 agosto raggiungono quota 18.609, costituendo il restante 10%.
Barriere d’accesso e punteggi minimi: forbice marcata tra i territori
Le asticelle di punteggio necessarie per la chiamata differiscono in maniera drastica in base al territorio e alla materia d’insegnamento. La soglia più alta si è registrata a Como per Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche in prima fascia, dove sono occorsi ben 409 punti. La soglia più contenuta è stata invece rilevata a Perugia nella prima fascia di Educazione motoria nella scuola primaria, con appena 1,5 punti.
Medie di provincia: dove serve meno (e più) punteggio
I territori in cui la media del punteggio minimo d’ingresso risulta più accessibile sono Genova con 45,2 punti, Milano con 47,3, Roma con 47,5, Monza e Brianza con 47,9, Padova con 48,3, Verbano-Cusio-Ossola con 48,5, Lodi con 48,9 e Torino con 49,7. Al contrario, gli ambiti in cui l’accesso richiede valori medi decisamente elevati sono Benevento con 88,6 punti, Vibo Valentia con 87,4, Agrigento con 78,2, Enna con 78, Pescara con 76,7, Crotone con 76,6, Siracusa e Matera con 74,3.
Questa discrepanza si riflette anche nella suddivisione macroregionale: al Settentrione il punteggio medio d’accesso si attesta a 54,2 punti con un tasso di conversione in chiamata del 6,2%, al Centro serve una media di 59,2 punti con una probabilità del 5%, al Mezzogiorno la soglia media sale a 68,8 punti con il 4% di successo, mentre nelle Isole si registrano 67,2 punti medi e un tasso del 4,6%.
L’affollamento dei bacini GPS e le classi di concorso
Il sistema informatico delle Graduatorie provinciali raccoglie un totale di 3.663.261 posizioni. Il valore mediano di punteggio è di 43 punti, mentre la media aritmetica si attesta a 57. Complessivamente, il tasso di successo per gli iscritti è stato contenuto: soltanto il 5,2% dei candidati in lista ha ottenuto una cattedra, ossia 189.937 nomine su oltre 3,66 milioni di inserimenti. Tra gli insegnamenti più affollati figurano il sostegno nella secondaria di II grado con 401.386 posizioni, il sostegno nella secondaria di I grado con 194.639, il posto comune nella scuola dell’infanzia con 184.581 e nella primaria con 174.306, la Tecnologia nella scuola media con 137.023, Scienze giuridico-economiche con 108.438, Scienze matematiche applicate con 105.938, Discipline letterarie con 103.841, Matematica e scienze con 95.406 e Filosofia e scienze umane con 88.714.
Sul fronte della competizione, la classe d’insegnamento più satura è Disegno artistico e modellazione odontotecnica con 420,7 aspiranti per cattedra, seguita da Scienze matematiche applicate con 156, Scienze degli alimenti con 153,7, Disegno e storia dell’arte con 133,7 e Laboratori di servizi di ricettività alberghiera con 131,9. Sul versante opposto, le discipline con maggior carenza di docenti e quindi minor concorrenza sono Scienze e tecnologie meccaniche con 13,5 candidati per posto, Italiano L2 con 13,6, Matematica e fisica con 15,6, Scienze e tecnologie informatiche con 17,3 e Scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche con 17,5.
Lo sfondo del sistema scolastico pubblico
Questi dati si innestano in un panorama statale che conta 8.005 complessi scolastici dislocati in 2.932 comuni, per un bacino studentesco complessivo di 6.071.490 frequentanti suddivisi in 319.956 gruppi classe. L’affollamento medio è di 19 discenti per aula, con una presenza femminile pari al 48,8%. Le province con il più alto numero di istituzioni scolastiche autonome sono Roma con 475, Napoli con 443, Milano con 331, Torino con 255, Palermo con 180, Bari con 175, Salerno con 172, Catania con 169, Bergamo con 142 e Brescia con 141.
