Agosto è stato il mese del pagamento degli arretrati e dell’inserimento in busta paga degli aumenti relativi all’ultimo rinnovo di contratto scuola. Settembre sarà il mese della ripresa della trattativa per quel che riguarda la parte normativa del rinnovo che ha valore fino al 2027.
Il divario con la pubblica amministrazione
Ma le acque sono tutt’altro che calme nell’ambiente scolastico e sindacale, perché la situazione stipendiale è tutt’altro che soddisfacente per le parti sociali e per il personale scolastico stesso. Lo dicono i numeri, come quelli che dimostrano che le retribuzioni scolastiche sono inferiori rispetto ai colleghi della pubblica amministrazione come i dipendenti statali.
Addirittura siamo su una forbice che va dai 500 a 1.000 euro mensili. Una problematica causata in primis dal fatto che non funziona, secondo i sindacati, l’attuale meccanismo di calcolo dell’anzianità.
Al momento le fasce stipendiali prevedono lo scatto automatico all’inizio del nono anno di anzianità. Poi gli scaglioni di anzianità scattano a 15, 21, 28 e infine dopo 35 anni.
Per tre volte questo sistema consente il passaggio di gradone successivo solo ogni sei anni. Questo comporta che si arriva a 28 anni per poi ottenere l’ultimo scatto di stipendio a 35 anni.
Scatti ogni tre anni
La proposta di Anief è introdurre passaggi di fascia ogni tre anni, con il primo beneficio economico che dovrebbe arrivare dopo i primi 36 mesi dalla firma.
Pacifico di Anief spiega: “La tabella degli aumenti automatici del personale scolastico è ferma da 25 anni: è tempo di rivederla, perché le attuali progressioni automatiche di carriera risultano numericamente ridotte e rinnovate a distanza di troppi anni e questo va superato”.
La questione economica del personale scolastico verrà affrontata, indirettamente, anche in occasione della discussione della parte normativa del rinnovo di contratto scuola a settembre. Si parlerà infatti anche di buoni pasto scuola per docenti e ata e di riscatto gratuito, o quantomeno agevolato, della laurea per andare prima in pensione.