Con l’avvicinarsi di settembre si torna a parlare di rinnovo di contratto scuola per la parte normativa, e il pensiero va immediatamente ai temi al centro della discussione che i sindacati hanno individuato come priorità per trovare un accordo con il ministero all’Aran.
Proposta all’esame del Senato
Oltre ai buoni pasto, argomento centrale nelle discussioni che riprenderanno in concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico, si parlerà della proposta di legge, attualmente all’esame del Senato, finalizzata a consentire al personale della scuola di far valere gli anni di studio post-diploma ai fini dell’anzianità previdenziale.
Un diritto già riconosciuto peraltro in Italia ad altre categorie, come le forze armate dove un ufficiale può beneficiare del riscatto gratuito della laurea e andare in pensione piena già a 59 anni.
Come per altri ambiti, come ad esempio i buoni pasto o gli stipendi, anche per il riscatto della laurea la scuola è indietro. Stesso discorso valido se si allarga la visione all’Europa, dove i dipendenti dell’istruzione guadagnano mediamente molto di più e hanno diritto, come in Germania, a riscattare la laurea senza costi.
Nel nostro Paese dove per diventare docenti è necessario conseguire un’abilitazione universitaria ed essere in possesso di una laurea magistrale o di una vecchia laurea quadriennale e quinquennale, questi anni di studio comportano un ingresso tardivo nel mondo del lavoro (anche in considerazione della difficoltà a trovare lavoro) e un diritto alla pensione in età inaccettabile.
L’impegno dei docenti
Senza considerare le specializzazioni conseguite da molti docenti come vecchi SSIS, TFA e successivi corsi specializzanti, o gli anni di dottorato o assegno di ricerca.
Tutti anni che non sono riconosciuti come sforzo e impegno ai lavoratori nel momento in cui devono andare in pensione.
Ma Anief si sta impegnando con una proposta di legge già presentata in 7a Commissione del Senato che consentirebbe non il riscatto gratuito, al momento utopia, ma almeno il riscatto agevolato.
Un rapido esame della proposta e la sua approvazione, anche con un decreto legge, auspicato da Anief, consentirebbe un riscatto a pieno titolo di anni di studio i cui contributi al momento non sono a carico dello Stato.
Pacifico: “Per questi motivi, lo Stato dovrebbe premiare e sostenere la formazione universitaria, piuttosto che riconoscerla soltanto ad alcuni lavoratori, negandola clamorosamente a quelli dell’Istruzione e della Ricerca su cui grava l’educazione dei cittadini del domani”.