Con la fine di agosto scatta idealmente il conto alla rovescia verso l’inizio della scuola, e le condizioni meteo destano molta preoccupazione soprattutto in alcune regioni dove le temperature potrebbero rendere molto complicata la ripresa delle lezioni. Uno scenario già visto negli anni passati, ma che quest’anno potrebbe essere particolarmente sentito, soprattutto in alcune regioni.
L’emergenza caldo
Per capire se si arriverà davvero a una situazione da “emergenza caldo” nelle scuole bisognerà soprattutto osservare gli aggiornamenti tra il 7 e il 10 settembre, quando le previsioni per i giorni centrali del mese diventeranno molto più affidabili.
Le ultime proiezioni disponibili per settembre continuano a mostrare temperature superiori alle medie del periodo proprio nelle settimane in cui milioni di studenti torneranno in classe. Non significa che ci aspettino necessariamente 40 gradi fino a metà settembre. Il caldo più estremo degli ultimi giorni dovrebbe progressivamente ridimensionarsi e già durante i primi giorni del mese sono previste alcune infiltrazioni più fresche, soprattutto al Nord. Il problema, guardando più avanti, è però un altro: al momento non emerge una vera e propria svolta autunnale.
Le proiezioni dell’Aeronautica Militare indicano temperature superiori alla media sull’intero Paese sia nella settimana tra il 7 e il 13 settembre sia in quella tra il 14 e il 20 settembre, cioè esattamente nel periodo della ripresa delle lezioni. Per la seconda metà del mese aumenterebbe la possibilità di correnti occidentali più instabili, ma il segnale termico rimarrebbe comunque positivo.
Anche le elaborazioni più recenti vanno nella stessa direzione. Secondo 3B Meteo, tra la fine di agosto e le prime tre settimane di settembre l’Italia dovrebbe rimanere frequentemente inserita in un contesto più caldo della norma, con la fascia delle alte pressioni subtropicali ancora abbastanza alta da favorire nuove rimonte calde sul Mediterraneo.
La situazione, però, non sarà uguale dappertutto. E questo diventa particolarmente importante se si incrociano le previsioni con il calendario scolastico.
La situazione regione per regione
I primi a tornare sui banchi saranno gli studenti della Provincia autonoma di Bolzano il 7 settembre. Il 10 settembre toccherà invece a Veneto, Trento e Valle d’Aosta. Il 14 settembre sarà la volta di Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria; il 15 settembre ripartiranno Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Abruzzo, Basilicata e Sardegna inizieranno il 16 settembre, mentre la Puglia sarà l’ultima, il 17.
Paradossalmente, quindi, alcune delle zone che ripartiranno prima potrebbero essere quelle messe meglio dal punto di vista delle temperature. Bolzano, Trento e Valle d’Aosta beneficiano naturalmente della posizione geografica, mentre più in generale il Nord continuerà a trovarsi maggiormente esposto alle infiltrazioni atlantiche. Già all’inizio di settembre sono previsti passaggi temporaleschi capaci di interrompere temporaneamente il caldo soprattutto sulle regioni settentrionali.
Il Nord, insomma, potrebbe avere più occasioni per respirare. Con qualche eccezione: la Pianura Padana e soprattutto le grandi aree urbane possono mantenere condizioni di caldo e afa anche con temperature non eccezionali. Il Veneto, che riapre già il 10 settembre, è probabilmente uno dei territori da osservare con maggiore attenzione proprio perché anticipa gran parte del resto d’Italia.
Il quadro diventa più delicato scendendo verso il Centro e soprattutto verso il Sud. Lazio, Campania, Calabria e Sicilia torneranno in classe il 15 settembre, Sardegna e Basilicata il 16 e Puglia il 17. È vero che partiranno più tardi, guadagnando diversi giorni rispetto al Nord, ma sono anche le aree nelle quali l’influenza dell’alta pressione subtropicale potrebbe risultare più resistente.
Per l’inizio di settembre Meteo.it prevede ancora valori superiori alla norma sulle regioni meridionali e sulle Isole, anche se con un caldo decisamente meno estremo rispetto alla fase di fine agosto. Gli scarti potrebbero comunque attestarsi inizialmente tra 3 e 6 gradi sopra le medie stagionali.
Previsioni da confermare
Se la tendenza dovesse essere confermata, quindi, il Centro-Sud appare oggi più esposto al problema del caldo nelle aule, soprattutto nelle scuole situate nei grandi centri urbani e negli edifici che accumulano molto calore durante il giorno. Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Basilicata e Sardegna sono le aree da tenere maggiormente sotto osservazione, mentre al Nord il rischio di temperature elevate potrebbe alternarsi più facilmente a fasi instabili e temporalesche.
A due settimane di distanza non è possibile dire oggi quanti gradi ci saranno, ad esempio, a Roma, Napoli, Bari o Palermo il giorno della prima campanella. La stessa Aeronautica Militare ricorda che le previsioni oltre alcuni giorni devono essere interpretate come tendenze probabilistiche e non come previsioni puntuali.
In ogni caso il rientro a scuola del 2026 rischia di avvenire con un settembre ancora dal sapore decisamente estivo. Il Nord, almeno sulla carta, parte leggermente avvantaggiato grazie alla maggiore possibilità di incursioni fresche e temporalesche; il Centro-Sud resta invece il sorvegliato speciale.