Economia e Fisco

Anief, Carta del docente anche ad Ata e supplenti brevi: ma soprattutto ritorno ad almeno 500 euro

La riduzione dell’importo corrisposto agli aventi diritto Carta del docente è stato uno dei motivi di maggiore contestazione da parte di sindacati e diretti interessati nei confronti di Governo e ministero. Un diritto acquisito nel corso degli ultimi anni che in virtù della volontà di estenderlo a una platea più ampia di beneficiari, ha finito per scontentare un po’ tutti.

I fondi non bastano

A fronte infatti della concessione del beneficio a più docenti, non è corrisposto un aumento dei fondi a disposizione per il bonus stesso, con la conseguenza che la cifra complessiva è stata ripartita tra un numero maggiore di aventi diritto, con riduzione dell’importo procapite.

Se l’ampliamento della platea dei beneficiari va vista positivamente, nell’ottica di un’equiparazione dei diritti dei docenti a prescindere dal tipo di contratto di cui dispongono, il corrispondente congelamento dei fondi cui attingere dimostra i limiti di un provvedimento che ha ridimensionato un diritto ritenuto tra i pochi, negli ultimi anni, realmente a vantaggio degli insegnanti.

Per questo, l’obiettivo dei sindacati a breve termine è quantomeno il ripristino della somma finora riconosciuta di 500 euro a testa per i beneficiari. Un paradosso, se si pensa che negli ultimi tempi si puntava addirittura a far salire l’importo in virtù dell’a necessità di un adeguamento al costo della vita e all’inflazione.

Gli obiettivi a breve termine

Riportare adesso l’importo almeno a 500 euro sarebbe già un traguardo importante, purché corrisponda a un ulteriore ampliamento della platea dei beneficiari. L’obiettivo sarebbe quello di includere anche ATA e supplenti brevi.

Per l’anno scolastico 2025/2026 l’importo della Carta è fissato a 383 euro. A questo si aggiunge che proprio la necessità di verificare la nuova platea dei beneficiari, ha costretto a ritardi importanti, ritardi che al momento sembrano destinati a verificarsi anche in vista del prossimo anno scolastico. Anief però non ci sta: “Gli insegnanti e il personale della scuola devono avere la possibilità di aggiornarsi professionalmente”.

“Quello che è accaduto nello scorso anno scolastico non deve ripetersi”.