Sta per iniziare un nuovo anno scolastico fortemente caratterizzato dal conferimento di un numero elevatissimo di supplenze ai docenti precari. Nonostante i concorsi scuola ravvicinati e le misure per il sostegno, la supplentite resta un tema attuale e non risolto nella scuola italiana. Per questo, si punta al doppio canale di reclutamento, di cui è tornato a parlare nelle scorse ore l’onorevole Mario Pittoni, illustrando il cronoprogramma con i prossimi passaggi che però non potranno prescindere dal semaforo verde accordato dall’Europa.
La norma sui posti in deroga
Nei giorni in cui si presentano le domande per la mini call veloce, emerge ancora più evidente, in virtù delle pochissime disponibilità residue dopo immissioni in ruolo, elenchi regionali e scorrimento prima fascia gps sostegno, il problema dei pochi posti per le immissioni in ruolo nonostante i posti scoperti e la penuria di personale.
I sindacati ravvisano nella normativa che regolamenta i posti in deroga l’origine di gran parte dei problemi in questo senso.
Per questo, sarebbe necessario che si sbloccasse la questione dei posti in deroga sul sostegno.
I sindacati spingono da tempo in questo senso, con il tentativo di convincere il ministero a sbloccare e trasformare i posti in deroga in posti in organico di diritto.
Perché ciò accada, dovrebbe cambiare l’attuale meccanismo che disciplina il sistema. La normativa al momento fa sì che le immissioni in ruolo, comprese quelle straordinarie come scorrimento prima fascia gps sostegno e mini call veloce, siano limitate solo a posti in organico di diritto. Posti che sono disciplinati in modo che restino un numero fisso, inadeguato alle esigenze della scuola attuale.
Adeguamento dei posti stabili
Ci sono poi i posti in deroga che vengono attivati nel momento in cui è necessario andare a coprire il fabbisogno reale delle scuole. Numericamente, in molti casi sono anche triplo di quelli di diritto.
Sono però posti in deroga che vengono coperti unicamente con supplenze annuali fino al 30 giugno. Sono esclusi quindi dall’elenco di quelli destinati alle assunzioni a tempo indeterminato.
Solo un intervento legislativo consentirebbe di andare ad apportare cambiamenti alla normativa utili a sbloccare i posti di sostegno oggi assegnati ai precari.
Cambiare questa disciplina consentirebbe di adeguare il numero dei posti stabili alla reale necessità degli alunni con disabilità. Questo impedirebbe a migliaia di docenti specializzati di proseguire con rapporti di lavoro annuali nonostante la carenza di organico.