Il paradosso del mondo del sostegno in Italia, che conferma quanto ancora ci sia da fare per rendere omogenea una situazione che a livello nazionale non lo è affatto, sta nella necessità in alcune regioni di fare ricorso agli Oss per cattedre di sostegno, mentre in molte altre regioni insegnanti specializzati sono a casa per mancanza di cattedre.
Sostegno in subbuglio
E’ la fotografia del momento, a pochi giorni dalla ripresa del nuovo anno scolastico, proprio nei giorni in cui si sta completando lo scorrimento della prima fascia gps sostegno che lascerà poi il passo alla mini call veloce a cavallo di ferragosto, poco prima della procedura per la conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie, entro fine agosto.
E nei giorni in cui è sempre più forte la richiesta di un terzo ciclo Indire per la specializzazione abbreviata dei docenti di sostegno, procedura che insieme al Tfa rischia di essere assorbita dalle nuove scuole di formazione continua SSSDIS anticipata dal terzo piano di azione.
Insomma il mondo del sostegno è in fermento, ma in Veneto dove è marcata la carenza di docenti di sostegno, le cooperative sociali hanno convenzioni per affiancare agli studenti con disabilità operatori socio-sanitari (Oss).
Situazione illegittima
La situazione si verifica soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primarie. E’ lì che le necessità sono maggiori per gli studenti con disabilità, soprattutto per attività basilari come mangiare, andare in bagno o provvedere all’igiene personale.
Secondo la Cisl Scuola è “una situazione che abbiamo più volte denunciato reputandola illegittima, prima o poi qualcuno si rivolgerà al giudice”. Il problema che si viene a creare è duplice: studenti privati della normale didattica e meno posti di lavoro per gli insegnanti.
Ora si ripongono le speranze nella mini call, in programma tra il 14 e il 19 agosto, che potrebbe portare personale da altre province o regioni proprio per la natura interprovinciale della procedura, a differenza dello scorrimento della prima fascia gps sostegno che opera a livello provinciale.
Invece i percorsi di specializzazione Tfa attivati dal ministero sono al momento insufficienti.