Stipendi docenti: altri 150 euro di aumento dal 2027 per recupero gap con PA, richiesta Anief in vista della Legge di Bilancio

Proprio nel mese in cui finalmente in busta paga sono arrivati gli aumenti per il rinnovo del contratto scuola fino al 2027 (in molti casi inferiori alle aspettative) e gli aumenti con l’emissione speciale che anticipa l’accredito di fine agosto, Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, rilancia la questione delle buste paga docenti e in generale del personale del comparto istruzione e ricerca, alla vigilia della ripresa della trattativa all’Aran con il ministero per la parte normativa del contratto scuola.

150 euro di aumento

L’aumento richiesto da Anief sarebbe rappresentato da un incremento di almeno 150 euro mensili sulla indennità integrativa speciale a partire dal 2027. Si tratta di un’indennità compresa nello stipendio che risulta bloccata dal 2003 e che non ha beneficiato di adeguamento all’inflazione. Il sindacato ha avanzato questa richiesta al Governo, in modo che possa essere presa in considerazione in vista della prossima legge di bilancio prevista per fine anno.

Il personale ATA grazie al recente rinnovo di contratto scuola, beneficerà come aumento della parte economica del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Scuola un’una tantum di 110 euro lordi. Verrà però pagata solo con l’inizio del nuovo anno solare.

Secondo Pacifico “è il minimo che abbiamo come Anief potuto dare in base ai residui degli aumenti tabellari relativi al 5,9% dello stipendio dal gennaio 2027 nel CCNL”.

Avvio di un percorso virtuoso

Il presidente del sindacato sostiene che queste misure “certamente servono a poco, fino a quando il Governo non deciderà di adeguare gli stipendi al personale amministrativo delle funzioni locali e centrali”.

In questo modo, Anief punta a recuperare il divario retributivo con il resto della pubblica amministrazione. Se si arrivasse a ottenere nell’ambito della prossima legge di bilancio un aumento mensile di 150 euro sulla IIS si potrebbe avviare un percorso virtuoso che consentirebbe di colmare il gap tra gli stipendi del comparto scuola e quelli degli altri dipendenti pubblici, al momento evidente. Senza considerare la differenza stipendiale tra i docenti italiani e i colleghi europei. In attesa di affrontare la questione dei buoni pasto da settembre con la parte normativa del contratto scuola.