Docenti e ATA, proposta da 150 euro al mese in più: cosa può cambiare dal 2027

A pochi giorni dal pagamento degli aumenti di stipendio (saranno inseriti nella busta paga di agosto) e del saldo degli arretrati (emissione speciale sempre entro agosto) Anief chiede al Governo di intervenire nella prossima Legge di bilancio per aumentare gli stipendi di docenti e personale ATA, considerati ancora troppo bassi rispetto a quelli degli altri dipendenti pubblici e insufficienti a compensare l’aumento del costo della vita.

L’aumento dal 2027

La proposta principale è quella di riconoscere 150 euro mensili in più dal 2027, attraverso una specifica indennità destinata esclusivamente al personale della scuola. A questa somma dovrebbero aggiungersi, secondo il sindacato, ulteriori 150 euro dal 2028, avviando così un graduale recupero del divario retributivo.

L’intervento sarebbe distinto dai normali aumenti previsti dai rinnovi contrattuali. L’Anief propone infatti di agire sull’indennità integrativa speciale, già compresa nello stipendio tabellare, garantendo inizialmente un incremento di almeno il 5% dello stipendio lordo mensile.

Per rendere possibile l’aumento, la Legge di bilancio dovrebbe prima stanziare le risorse necessarie e autorizzare successivamente un apposito DPCM, seguendo un meccanismo già utilizzato in passato per aumentare le indennità del personale dei ministeri. Il costo stimato sarebbe di circa 4 miliardi di euro, destinati a circa 1,3 milioni di lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca.

Il ripristino della Carta del Docente

Il sindacato propone anche altri interventi economici. La Carta del Docente dovrebbe tornare stabilmente a 500 euro all’anno, recuperando i 117 euro ridotti in precedenza. La Carta dovrebbe inoltre trasformarsi in una più ampia Carta dei Servizi, riconosciuta anche al personale ATA.

Un’altra richiesta riguarda la detassazione di alcune componenti dello stipendio. Secondo Anief, attraverso un trattamento fiscale simile a quello applicato nel settore privato, ogni lavoratore potrebbe recuperare almeno 1.500 euro.

Alla base delle proposte c’è la denuncia di una forte perdita del potere d’acquisto. Il sindacato ritiene inaccettabile che un docente appena assunto rimanga per molti anni con una retribuzione molto bassa e che il personale ATA continui a percepire alcuni degli stipendi più contenuti dell’intero pubblico impiego.

Perché le richieste diventino operative, il Governo dovrebbe inserirle nella prossima manovra economica, individuare le coperture finanziarie e approvare i successivi provvedimenti attuativi. Intanto a settembre nella trattativa per la parte normativa del rinnovo di contratto scuola si tornerà a parlare anche di buoni pasto.