Bollettino zero: i punteggi dello scorso anno potrebbero non bastare per ottenere nomine sul sostegno

Tra pochi giorni il ministero procederà con la simulazione dell’algoritmo che consentirà, mediante il bollettino zero, di verificare disponibilità e nominabilità dei docenti coinvolti dalla procedura di conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie. La procedura seguirà la mini call veloce e precederà il bollettino uno, quello vero e proprio che coinvolge l’algoritmo (quest’anno rinnovato con il nuovo sistema di ripescaggio che scongiurerà il rischio di docenti rinunciatari involontari per sedi non espresse).

L’esperienza dello scorso anno

Anche il bollettino, nelle intenzioni del ministero, dovrebbe essere emesso entro fine agosto, in modo da consentire di assegnare una buona quantità di cattedre in tempo per il primo settembre, in concomitanza con la regolare presa di servizio e in vista poi dell’avvio dell’anno scolastico.

Come detto, quest’anno siamo al secondo anno dell’applicazione della normativa che consente alle famiglie di confermare i docenti di sostegno sulle stesse cattedre dello scorso anno. L’anno scorso, nonostante l’esordio totale della normativa e la natura sperimentale della stessa, al procedura è andata bene sia per quel che riguarda le tempistiche sia per quel che riguarda la risposta da parte di docenti coinvolti e famiglie interessate.

Il fatto però che quest’anno siamo alla seconda edizione non consente di fare delle previsioni attendibili circa i punteggi necessari per rientrare nel bollettino zero e risultare nominabili. Sarebbe possibile fare un confronto con lo stesso anno se le condizioni fossero identiche, e cioè se fossimo in un anno intermedio di vigenza delle graduatorie.

I punteggi sono cambiati

Ma lo scorso febbraio c’è stato l’aggiornamento biennale delle graduatorie gps, cosa che modifica sostanzialmente i punteggi dei docenti coinvolti. per questo, è facile ipotizzare che i punteggi sufficienti lo scorso anno per risultare nominabili potrebbero non esserlo più quest’anno, quando potrebbero essere richiesti punteggi più alti.

A questo si aggiunge la difficoltà nel fare previsioni che deriva dall’iscrizione di molti docenti con riserva. Insomma se l’anno scorso è stato quello zero per la norma sulla continuità, questo potrebbe essere considerato un anno zero-bis, in cui ogni previsione risulta particolarmente difficile da fare.