Mini call veloce: le possibilità di assunzione in ogni provincia in base ai dati dell’anno scorso

In vista del prossimo anno scolastico, il 2026/27 i docenti in prima fascia GPS sostegno primaria hanno ancora possibilità di assunzione tramite mini call veloce, ma solo dopo una serie di procedure precedenti. La mini call veloce infatti non è la prima procedura a cui si fa ricorso, ma l’ultima.

La procedura

Prima si coprono i posti con le Graduatorie di Merito dei concorsi. Poi, prima ancora di arrivare alle GPS sostegno, ed è la novità di quest’anno, gli Uffici scolastici dovranno scorrere i nuovi elenchi regionali, che hanno la precedenza. Gli elenchi regionali infatti, novità di quest’anno, avranno priorità sulle GPS e finiranno inevitabilmente per consumare una parte dei posti disponibili.

Solo dopo questo passaggio si arriva alla prima fascia GPS sostegno e agli eventuali elenchi aggiuntivi. Se, dopo le nomine da GPS nella propria provincia, restano ancora posti liberi, allora si può attivare la mini call veloce. La mini call veloce rappresenta infatti una possibilità per chi è rimasto senza incarico nella propria provincia di candidarsi per posti disponibili in altre province o regioni. Lo scorrimento prima fascia gps sostegno è una fase provinciale, la mini call veloce è una fase interprovinciale.

La mini call veloce resta possibile, ma quest’anno diventa più incerta perché arriva alla fine della procedura. Se gli elenchi regionali e le GPS coprono molti posti, alla mini call ne arriveranno pochi. Se invece restano molte cattedre scoperte, la mini call potrà ancora offrire possibilità concrete.

Il confronto con lo scorso anno

Il confronto con il 2025/26 serve a capire dove si sono concentrate le occasioni. L’anno precedente i posti residui per la mini call erano tanti, circa 7.286, ma quasi tutti sulla scuola primaria e soprattutto al Nord. La primaria aveva 6.834 posti, mentre l’infanzia ne aveva molti meno, la secondaria di primo grado pochissimi e la secondaria di secondo grado nessuno.

Non è importante solo essere in graduatoria, ma conta anche moltissimo la disponibilità a spostarsi. Le possibilità reali l’anno scorso si sono concentrate in regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Al contrario, in molte aree del Centro-Sud, compresa la Puglia e la Sicilia, non c’erano posti residui per la mini call.

Quindi quest’anno è facile prvedere che qualche possibilità ci sarà, soprattutto nel sostegno primaria, ma le chance dipendono da quanti posti resteranno dopo concorsi, elenchi regionali e GPS, e soprattutto dalla disponibilità ad accettare una provincia del Nord.

Le possibilità effettive

La mini call veloce non va vista come una corsia sicura per il ruolo, ma come una procedura residuale. Può funzionare solo se, alla fine di tutti gli scorrimenti precedenti, restano ancora posti liberi. Nel 2025/26 questi posti c’erano, ma sono stati coperti solo in parte: Molte cattedre sono rimaste vuote perché probabilmente non tutti gli aspiranti erano disponibili a trasferirsi lontano.

Per un docente di sostegno primaria in prima fascia GPS, la mini call 2026/27 può ancora essere una chance concreta. Però non bisogna illudersi che basti essere in graduatoria: la vera differenza la farà dove resteranno i posti e se i candidati saranno pronti ad andare lì.