Sta per diventare realtà l’assicurazione sanitaria gratuita per il personale della scuola, progetto importante ma passato un po’ in sordina probabilmente per la concomitanza con il rinnovo del contratto scuola parte economica e normativa che sta suscitando molte polemiche da parte del mondo della scuola.
Il progetto dell’assicurazione sanitaria gratuita dovrebbe partire all’inizio dell’autunno, presumibilmente dalla fine di settembre. I docenti e il personale Ata, però, al momento sono maggiormente concentrati, e come dargli torto, sulla questione degli aumenti e degli arretrati.
Fermo restando che le cifre accordate dal rinnovo del contratto sono ritenute insufficienti, si aggiunge la questione delle cifre basse riscontrate negli stipendi di agosto pubblicati online, che sembrano prevedere aumenti addirittura inferiori alle aspettative. A questo si aggiunge poi l’incertezza per il pagamento degli arretrati, che dovrebbero essere pagati la prossima settimana, l’11 agosto, con emissione speciale, pur non essendoci al momento alcuna comunicazione ufficiale da parte di Noipa e del ministero, cui si aggiunge il silenzio per l’inclusione o meno dei supplenti brevi.
A questo si aggiunge l’incertezza per il rinnovo della parte normativa, di cui si discuterà a settembre, e che dovrebbe prevedere anche l’introduzione dei buoni pasto per la scuola.
Tornando all’assicurazione sanitaria gratuita, il servizio è stato affidato a un gruppo formato da UniSalute, Intesa Sanpaolo Protezione e Poste Assicura. Il contratto è stato firmato il 3 agosto ed è stato inviato agli organi di controllo. Dall’attivazione inizieranno i quattro anni di copertura.
Chi potrà aderire
La polizza riguarda il personale in servizio, tra cui:
- docenti e ATA di ruolo;
- docenti e ATA precari con contratto annuale o almeno fino al termine delle attività didattiche;
- dirigenti scolastici;
- insegnanti di religione;
- personale educativo;
- dipendenti del Ministero;
- personale in distacco o comando.
L’adesione non sarà automatica. Il personale di ruolo dovrà dare il proprio consenso una sola volta, valido per tutto il quadriennio, purché continui a lavorare. In caso di cessazione dal servizio, la copertura terminerà automaticamente.
I precari dovranno invece confermare l’adesione per ogni nuovo incarico. La copertura durerà soltanto per il periodo del contratto.
Quali prestazioni saranno coperte
Tra le prestazioni anticipate dal Ministero ci sono:
- ricoveri per interventi chirurgici importanti o malattie gravi;
- spese legate all’intervento nei 90 giorni precedenti e successivi;
- parto in strutture private, con un rimborso massimo di 2.500 euro per il parto naturale e 4.000 euro per il cesareo;
- una visita odontoiatrica specialistica e una visita per l’igiene orale;
- 500 euro al mese per quattro anni in caso di non autosufficienza permanente;
- controlli cardiovascolari di base;
- prevenzione oncologica per donne e uomini.
Sarà pubblicato anche un vademecum con le istruzioni per utilizzare concretamente la polizza.
Quanto è stato stanziato
Sono stati previsti 80 milioni di euro per ogni anno dal 2026 al 2029, per un totale di 320 milioni di euro. La copertura riguarda sia il personale di ruolo sia quello a tempo determinato con i contratti previsti.
Le critiche della Flc Cgil
La Flc Cgil considera le prestazioni troppo limitate. Secondo il sindacato, la polizza prevede franchigie, percentuali di spesa a carico dei lavoratori e limiti massimi di rimborso. Questo significa che alcune spese potrebbero non essere coperte completamente.
Il sindacato contesta anche l’inclusione dei dirigenti e dei dipendenti del Ministero, perché ritiene che i fondi siano stati destinati dalla legge specificamente a docenti e personale ATA.
In sostanza, l’assicurazione rappresenta una nuova tutela sanitaria per il personale scolastico, ma bisognerà attendere il vademecum per conoscere tutte le modalità, i limiti e le condizioni precise della copertura.