E’ oggetto di scontro e polemica la questione dell’assicurazione sanitaria per il personale scolastico, annunciata ma non ancora concretamente utilizzabile.
I dubbi di Anief
Il ministro Valditara ha dichiarato che la copertura gratuita dovrebbe partire in autunno. Inoltre, la gara per scegliere la compagnia o il gestore del servizio risulta già conclusa. A fronte di questo docenti, ATA, educatori e dirigenti non conoscono ancora alcuni elementi essenziali.
A cominciare dalla data esatta di partenza dell’iniziativa, senza considerare se l’adesione sarà automatica oppure dovrà essere richiesta. Resta ancora un mistero come si accederà alle strutture convenzionate e ai rimborsi e soprattutto quali prestazioni saranno effettivamente incluse e con quali limiti.
Per questo ANIEF ha chiesto al Ministero un incontro urgente, un calendario preciso e una circolare nazionale con istruzioni e risposte alle domande più frequenti.
Cosa dovrebbe coprire
Il piano sanitario base dovrebbe intervenire soprattutto nelle situazioni più importanti:
- ricoveri con grandi interventi chirurgici;
- trapianti;
- ricoveri per gravi patologie anche senza operazione;
- alcune spese sostenute prima e dopo il ricovero;
- parto, quando non coperto dal Servizio sanitario nazionale;
- prevenzione odontoiatrica e, entro determinati limiti, implantologia;
- assistenza in caso di non autosufficienza permanente;
- controlli di prevenzione cardiovascolare e oncologica.
Potrebbero essere compresi anche il rimborso dei ticket, alcune visite specialistiche e gli esami diagnostici più costosi, come risonanze magnetiche, TAC, PET, endoscopie e biopsie. Su queste prestazioni, però, bisogna attendere le condizioni definitive stabilite con l’aggiudicazione della gara.
Cosa resta fuori
La polizza avrà massimali, franchigie, plafond annuali e precise esclusioni. Quindi non coprirà qualsiasi visita o trattamento senza limiti.
Resterebbero esclusi ambiti come:
- interventi puramente estetici;
- cure odontoiatriche non previste dal piano;
- infertilità e fecondazione assistita;
- alcune patologie o malformazioni già presenti prima dell’adesione;
- danni collegati ad abuso di alcol o droghe;
- infortuni durante sport professionistici o attività particolarmente rischiose.
La misura sembra in una fase avanzata, perché la gara è stata conclusa, ma manca ancora la comunicazione ufficiale che permetta ai lavoratori di capire quando e come potranno davvero usufruirne.