Nomine GPS 2026: nelle 150 preferenze quest’anno non serve più inserire tutte le scuole

Con il nuovo meccanismo del ripescaggio cambia il modo in cui l’algoritmo gestisce chi non ottiene subito una supplenza.

Negli anni scorsi, chi compilava la domanda delle 150 preferenze era spesso spinto a inserire quasi tutte le scuole della provincia. Il rischio, infatti, era quello di essere considerato rinunciatario se, al proprio turno, risultava disponibile un posto in una sede non indicata. In quel caso il candidato usciva dalla procedura e non veniva più valutato nei bollettini successivi.

Il nuovo sistema di ripescaggio

Dal 2026 questo problema dovrebbe essere superato grazie al cosiddetto ripescaggio. Se l’algoritmo arriva alla posizione di un aspirante e non trova nessuna disponibilità tra le scuole, i comuni o i distretti indicati nella domanda, il docente non viene eliminato. Nei turni successivi il sistema esaminerà nuovamente la sua posizione e controllerà se, nel frattempo, sia comparso un posto compatibile con le preferenze espresse.

Questo significa che un candidato potrà essere convocato anche in un bollettino successivo, ad esempio quando si liberano nuove cattedre per aspettative, congedi, dottorati, rinunce di altri docenti o nuovi posti di sostegno in deroga.

La conseguenza è che non dovrebbe più essere necessario inserire tutte le scuole della provincia per paura di essere esclusi. È invece opportuno indicare soltanto le sedi che si è davvero disposti a raggiungere e ad accettare. Chi non inserisce una determinata scuola non potrà ricevere una nomina su quella sede, ma continuerà a partecipare ai turni successivi per le preferenze che ha effettivamente indicato.

Le sanzioni più severe

Questa maggiore possibilità di scelta è però accompagnata da sanzioni più severe. Se il sistema assegna una supplenza corrispondente a una preferenza inserita nella domanda e il docente non prende servizio, non potrà più ottenere supplenze al 30 giugno o al 31 agosto dalle GPS e dalle graduatorie di istituto per tutto il biennio di validità delle graduatorie. Potrà essere convocato soltanto per eventuali supplenze brevi e temporanee.

Ancora più grave è l’abbandono del servizio. Si verifica quando il docente prende servizio, firma il contratto e successivamente lascia l’incarico. In questo caso viene escluso, per l’intero periodo di validità delle GPS, anche dalle supplenze brevi.

Nella domanda bisogna inserire esclusivamente scuole, comuni o distretti nei quali si è realmente pronti a lavorare. Il ripescaggio evita l’esclusione automatica dai turni successivi, ma una nomina ottenuta su una preferenza espressamente scelta deve essere valutata con molta attenzione, perché rinunciarvi può compromettere le possibilità di lavorare per tutto il biennio.

Non indicare una sede non comporta più l’uscita definitiva dalla procedura. Indicarla e poi rifiutarla, invece, può determinare una pesante sanzione.