La decisione del ministero di anticipare la procedura di presentazione delle domande per l’aggiornamento biennale delle gps fino al 2028 aveva un duplice obiettivo: anticipare il più possibile la pubblicazione delle graduatorie e soprattutto garantire la pubblicazione di elenchi il più precisi possibile.
Obiettivo fallito
L’obiettivo è stato raggiunto? A giudicare dalle poche graduatorie pubblicate a fine luglio, a poco più di una settimana dalla chiusura della finestra temporale per la presentazione delle domande per le max 150 preferenze, no. Molti docenti non hanno ancora avuto modo né di visionare il proprio punteggio gps in anteprima su Istanze Online, né di vedere il proprio punteggio in graduatoria prima di presentare l’istanza per la scelta delle sedi in vista dell’assegnazione degli incarichi a tempo determinato con algoritmo da fine agosto.
A questo si aggiunge il fatto che, secondo il sindacato Asset Scuola, chi ha avuto modo già di controllare il proprio punteggio sta riscontrando molti errori. La percentuale dei docenti che lamentano imprecisioni è molto alta, a conferma che le settimane di anticipo concesse dal ministero agli uffici scolastici e che hanno comportato una serie di disagi per i docenti, non hanno portato i frutti desiderati, anzi.
Secondo il sindacato, le prime verifiche hanno fatto emergere numerose segnalazioni. Da diverse province vengono denunciati punteggi inferiori a quelli attesi, titoli culturali non valutati, periodi di servizio conteggiati in maniera parziale o errata e problemi riguardanti l’inserimento nelle fasce, le riserve e le preferenze dichiarate.
Le proteste
Non si tratta di semplici inesattezze formali. Nelle GPS anche una differenza minima può modificare sensibilmente la posizione del candidato e quindi la possibilità di ottenere una supplenza annuale, un incarico fino al termine delle attività didattiche oppure una sede vicina alla propria residenza. Dietro ogni punto contestato ci sono anni di servizio, investimenti nella formazione e, soprattutto, prospettive lavorative che per molti docenti restano ancora estremamente incerte.
La disomogeneità territoriale comporta poi che alcuni docenti stanno presentando la domanda per le max 150 preferenze conoscendo il loro punteggio, altri no. Sappiamo che non è indispensabile conoscere la propria posizione in graduatoria per presentare la domanda, ma può essere utile. E comunque dovrebbe essere uan situazione garantita per tutti.
E così esplode ancor di più la protesta per l’apertura anticipata delle procedure di aggiornamento che già aveva suscitato forti critiche tra i supplenti impegnati fino al termine dell’anno scolastico o ancora in attesa di completare percorsi formativi che non hanno potuto opzionare la riserva.
