Assegnazione spezzoni pari o inferiori a 6 ore: ecco quando verranno contattati i docenti di ruolo che hanno dato la disponibilità

Una delle novità di quest’anno è rappresentata dalla nuova tipologia di gestione degli spezzoni orario inferiori alle 6 ore, che dovranno essere gestiti, se possibili, internamente dal dirigente scolastico prima di ricorrere eventualmente a risorse esterne. A tal fine, due giorni fa si è già conclusa la prima fase di questa nuova procedura rappresentata dalla richiesta di disponibilità da parte dello stesso dirigente scolastico nei confronti dei docenti di ruolo.

I passaggi successivi

Il prossimo passaggio per l’attribuzione degli spezzoni pari o inferiori alle 6 ore per l’a.s. 2026/27 prevede adesso che entro il 20 luglio i Dirigenti Scolastici concludano la fase 0. Per fare questo, dovranno dare comunicazione all’ufficio scolastico degli spezzoni per i quali nella scuola di riferimento è stata acquisita la disponibilità.

Quando verranno ricontattati, eventualmente, i docenti di ruolo che hanno dato disponibilità? La data da segnare sul calendario è quella del 25 agosto, vediamo perché. Fino al 24 non è possibile in quanto questo giorno rappresenta il termine ultimo per attribuire le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale docente.

Il giorno dopo, o meglio entro il giorno dopo i Dirigenti Scolastici acquisiranno il riepilogo degli spezzoni ancora disponibili. A quel punto, potranno procedere con l’attribuzione nei confronti dei docenti che ne hanno diritto avendo dato la disponibilità.

Potrebbero poi esserci ulteriori spezzoni residui. Se così fosse, saranno gestiti dall’Ufficio Scolastico che provvederà alla composizione dei posti orario, altra novità delle supplenze a.s. 2026/27.

Il cronoprogramma

Entro il 15 luglio, il dirigente scolastico deve chiedere ai docenti già titolari nella scuola per il 2026/27 se sono disponibili a svolgere ore aggiuntive oltre il normale orario di servizio.

Entro il 20 luglio, il dirigente comunica all’Ufficio scolastico provinciale le classi di concorso per le quali ha trovato docenti disponibili.

Successivamente si attendono gli esiti della cosiddetta mobilità di fatto, cioè utilizzazioni e assegnazioni provvisorie. Solo dopo queste operazioni si verifica se nella scuola sono rimasti spezzoni pari o inferiori a 6 ore settimanali.

Quando restano ancora disponibili queste ore, l’Ufficio scolastico concede il nulla osta, cioè l’autorizzazione alla scuola per assegnarle internamente ai docenti disponibili.

Quindi non basta che il docente abbia dato la propria disponibilità entro il 15 luglio. Le ore possono essere assegnate soltanto se rimangono effettivamente libere dopo utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, lo spezzone non supera le 6 ore, l’Ufficio scolastico autorizza la scuola.

Lo scopo della nuova norma

Per esempio, un docente con una cattedra di 18 ore potrebbe ricevere altre 2, 4 o al massimo 6 ore, arrivando fino a 24 ore settimanali. Le ore aggiuntive vengono retribuite separatamente.

La novità serve soprattutto a evitare che piccoli spezzoni finiscano subito alle supplenze esterne, quando possono essere coperti da docenti già titolari nella scuola. Di conseguenza, potrebbe diminuire il numero degli incarichi di poche ore disponibili per i supplenti, ma non necessariamente il numero complessivo delle cattedre intere.