Buoni pasto per docenti e Ata, “trattativa tutt’altro che semplice”

In attesa di capire se come previsto a luglio arriveranno gli arretrati con emissione speciale per poi veder inseriti gli aumenti in busta paga ad agosto (sicuramente non ci saranno a luglio, nel cedolino non ci sono), prosegue la trattativa per il rinnovo della parte normativa del contratto scuola.

Un diritto di tutta la pubblica amministrazione

Parte normativa che potrebbe includere alcuni elementi anche economici, anche se indirettamente, come il riscatto agevolato della laurea che consentirebbe di andare prima in pensione e soprattutto i buoni pasto scuola. Quella che inizialmente sembrava una proposta inserita per migliorare le prospettive di rinnovo complessive, sta diventando pian piano una realtà sempre più concreta, ma non per questo di semplice risoluzione.

In prima linea per l’inserimento nel nuovo contratto dei buoni pasto per docenti e soprattutto personale Ata, c’è sicuramente Anief, sindacato deciso a non mollare su questo fronte.

Se per la scuola sarebbe la prima volta che i buoni pasto vengono inseriti, a livello di pubblica amministrazione si tratterebbe semplicemente di un tentativo di uniformare i diritti di docenti e ata a quelli del resto dei colleghi, considerato che anche chi lavora in smart working ne ha diritto.

Trattativa non semplice

Sarebbe un aumento indiretto dello stipendio per molti lavoratori, addirittura più consistente di quelli assicurati mediante aumenti veri e propri degli ultimi rinnovi contrattuali. Ma proprio per questo non sarà una partita di semplice risoluzione, perché gli investimenti e i costi per lo Stato sarebbero notevoli.

L’obiettivo di Anief è collocare l’introduzione dei buoni pasto a favore del personale scolastico nella contrattazione integrativa. In questo modo, si riuscirebbe a ottenere il loro riconoscimento giuridico all’interno del contratto di lavoro le parti devono sottoscrivere presso l’Aran.

Al momento il comparto della Scuola è l’unico, all’interno del settore della pubblica amministrazione, a non beneficiare dei buoni pasto. Ma proprio Anief ha anticipato che “la discussione sui Buoni pasto da estendere anche a docenti e Ata della scuola si presenta tutt’altro che semplice”.