Tra le novità del prossimo anno per l’assegnazione degli incarichi di supplenza, inserite nell’ordinanza che ha regolamentato l’aggiornamento biennale per il 2026/28, c’è sicuramente la nuova gestione degli spezzoni orario decisa dal ministero, oltre al nuovo algoritmo con sistema di ripescaggio.
Le conseguenze
Con questa nuova gestione, il ministero punta a ridurre il numero degli incarichi con poche ore costituendo invece cattedre più consistenti. Questo potrebbe comportare meno “singole disponibilità” di supplenza, ma non necessariamente meno ore complessive disponibili.
La differenza dal prossimo anno sarà che le ore disponibili, pur restando più o meno le stesse, derivando dai posti vacanti, dagli spezzoni residui e dalle esigenze delle scuole, non verranno più distribuite in tanti incarichi piccoli da 2, 4, 6, 8 ore.
Quindi, invece di avere ad esempio 6 ore in una scuola, 4 ore in un’altra e 8 ore in un’altra ancora, l’Ufficio scolastico potrebbe provare ad accorparle e creare un posto orario più consistente, ad esempio da 18 ore o comunque vicino a una cattedra completa.
Questo significa che per i precari potrebbero esserci meno spezzoni piccoli, quindi meno possibilità di prendere poche ore singole ma anche più incarichi corposi, quindi supplenze più convenienti e stabili per chi viene nominato.
Chi viene penalizzato
La differenza rispetto al passato è che chi ha un punteggio più basso potrebbe risentirne. Se prima restavano tanti spezzoni piccoli, magari arrivavano più facilmente anche a chi era più giù in graduatoria. Se invece gli spezzoni vengono accorpati in cattedre più appetibili, quelle disponibilità potrebbero essere prese prima da chi ha punteggio più alto.
Però non è detto che spariscano tutti gli spezzoni. Alcuni resteranno comunque, soprattutto quando gli orari tra scuole diverse non sono compatibili, le sedi sono troppo distanti, non si riesce a formare un posto orario coerente e le ore sono residue dopo le nomine principali.
Come sempre solo la prova pratica potrà dare un responso su cosa potrà accadere nella pratica. Non diminuiscono per forza le ore di supplenza, ma potrebbero diminuire gli incarichi piccoli e frammentati. Per chi cerca una supplenza più completa è una buona notizia; per chi contava su spezzoni residui, può diventare più difficile.
