Ci sono già i fondi per il rinnovo del contratto scuola 2028-2030, ma secondo Anief servirebbero ulteriori 800 euro al mese per coprire l’aumento del costo della vita e assicurare stipendi dignitosi ai docenti e in generale al personale scolastico. I sindacati smorzano gli entusiasmi del Governo.
La media europea
Nei giorni scorsi la premier Meloni e poi il ministro Valditara hanno sottolineato l’importanza dei tre rinnovi ravvicinati nel corso dell’attuale legislatura. Un impegno senza precedenti, che però non ha prodotto risultati in linea con le aspettative di docenti e sindacati. Soprattutto, le retribuzioni non sono state allineate al resto dei colleghi della pubblica amministrazione e soprattutto alla media dei docenti europei. Senza considerare che l’aumento del costo della vita negli ultimi anni, anche in virtù della situazione internazionale, ha reso questi aumenti ancora più irrisori.
Ci sono già i fondi
C’è sullo sfondo poi la questione dei buoni pasto, di cui si discuterà nel corso del rinnovo della parte normativa dell’attuale rinnovo di contratto scuola all’Aran. Altra ingiustizia secondo i sindacati rispetto ai diritti di cui beneficiano i dipendenti della pubblica amministrazione ma dal quale sono esclusi i docenti. Il fatto che si siano già i fondi per il prossimo rinnovo, secondo il Ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, “è una notizia bella per i nostri dipendenti perché non facciamo più contratti con anni di ritardo e diamo continuità″. Secondo Anief essere puntuali nei rinnovi non basta, se i rinnovi stessi sono irrisori.
Servono 800 euro al mese
Basti pensare agli aumenti per il triennio 2025-2027, del 5,4%, che scompariranno per l’aumento del costo della vita. Secondo Anief e il suo presidente Marcello Pacifico, “se si considera l’andamento delle retribuzioni nella PA degli ultimi ventisei anni, servirebbero altri 13 miliardi per allineare in successive leggi di bilancio progressivamente i salari dei dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca a quelli dei dipendenti delle Funzioni centrali: solo in questo modo sarebbe possibile garantire ulteriori aumenti di 800 euro mensili”.