La presidente del Consiglio torna sul tema stipendi nella scuola e sottolinea gli aumenti ottenuti con i rinnovi contrattuali degli ultimi anni.
C’è ancora poca soddisfazione da parte sindacale e del personale scolastico per gli aumenti accordati con gli ultimi rinnovi di contratto, in virtù di stipendi che restano ancora lontani da quelli dei colleghi della pubblica amministrazione e soprattutto dai colleghi europei.
Ma il Governo rivendica con forza e orgoglio i tre rinnovi durante l’attuale legislatura, oggettivamente un dato che non ha precedenti. Per molti, però, non basta, come dimostrano le critiche legate al costo della vita e al potere d’acquisto degli insegnanti.
A intervenire è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha rivendicato gli incrementi economici riconosciuti nel settore scuola attraverso i rinnovi dei contratti nazionali.
Meloni: “Tre rinnovi nel comparto scuola”
Nel corso del suo intervento al Premier Time in Senato, Meloni ha evidenziato come, dopo anni caratterizzati da stipendi fermi e contratti bloccati, alcuni comparti del pubblico impiego abbiano registrato più rinnovi consecutivi.
“Dopo anni di stipendi bloccati e contratti fermi, in alcuni comparti si è arrivati addirittura a tre rinnovi. È il caso della scuola, dove un docente ha potuto ottenere in media 412 euro al mese in più in busta paga, arretrati compresi”, ha dichiarato la presidente del Consiglio.
La sottolineatura arriva in risposta alle critiche nei confronti dei recenti accordi sindacali con il Ministero all’ARAN, che hanno portato ad aumenti ravvicinati nel tempo ma con cifre che, ragionando sugli importi netti, vengono considerate ancora insufficienti da una parte del personale scolastico per compensare l’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni, anche in virtù della situazione geopolitica internazionale.
Il nodo del potere d’acquisto
Nonostante gli incrementi riconosciuti con i rinnovi contrattuali, il potere d’acquisto resta limitato per molti lavoratori della scuola. Negli ultimi anni l’aumento dell’inflazione e dei costi energetici ha inciso pesantemente sui bilanci familiari, alimentando il malcontento di una parte del personale scolastico.
I sindacati del comparto istruzione continuano infatti a sostenere che gli aumenti ottenuti non siano sufficienti a compensare il caro vita accumulato negli ultimi anni.
Dal canto suo, il Ministero, prima con Giuseppe Valditara e ora con il Governo, rivendica invece lo sforzo economico compiuto per rilanciare i rinnovi contrattuali dopo una lunga fase di blocco.
