Non solo buoni pasto e doppio canale di reclutamento docenti. La battaglia dei sindacati sulla parte normativa del rinnovo di contratto scuola passa anche dal tentativo di arrivare al riscatto agevolato della laurea, che consentirebbe a un prezzo accessibile ai più di aggiungere agli anni di servizio utili per perfezionare il requisito pensionistico quelli spesi sui libri per accedere alla professione mediante studio e formazione. Non siamo ancora al riscatto gratuito della laurea, ma sarebbe un passo avanti notevole.
Le penalizzazioni sull’assegno
Al momento la pensione viaggia verso l’obiettivo minimo di 67 anni e mezzo o 43 anni e 3 mesi di contributi. Requisiti pesantissimi da perfezionare, che comporterebbero per molti docenti e Ata il rischio di andare in pensione davvero tardi.
Recuperando invece quattro o cinque anni di università, si potrebbe anticipare notevolmente l’uscita dal mondo del lavoro. Il problema è che adesso i costi sono proibitivi. Per questo, il sindacato Anief, spinge per il riscatto della laurea a costi agevolati.
Sommare gli anni di università al periodo lavorativo, senza penalizzazioni sull’assegno (a molte donne basterebbe un anno in meno per raggiungere la quota) sarebbe una svolta importante.
Tempistiche accelerate
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è ottimista: “Dopo la raccolta di 150 mila firme e la presentazione dell’Atto del Senato 1413, la proposta ha finalmente ottenuto la copertura finanziaria. Ora serve un gesto di coraggio: inserire questa norma in un decreto legge già a settembre“.
“Non è una concessione – ribadisce Pacifico – ma un atto dovuto verso chi ha subito lo sfruttamento dei contratti a termine, condannato persino dalla Corte di Lussemburgo, e che oggi guadagna meno di qualsiasi altro impiegato pubblico”.
Consentire a docenti e ata di andare prima in pensione significherebbe anche consentire un ricambio generazionale utile a permettere ai giovani di trovare maggiori occasioni lavorative. Al momento le statistiche raccontano che oltre due insegnanti e Ata su tre hanno già superato i 50 anni.
