Si torna a parlare di pensione a 60 anni per tutto il personale scolastico. A dare nuova linfa al sindacato Anief in merito a questa richiesta, i nuovi dati Istat.
I dati Istat
Sono anni che si chiede che i lavoratori della scuola vengano inseriti in questo ambito, e una strada potrebbe anche essere quella del riconoscimento gratuito o quantomeno fortemente agevolato degli anni di laurea ai fini pensionistici. Nel frattempo Anief torna a chiedere di riconoscere il lavoro gravoso e aprire una finestra previdenziale.
Lo spunto nasce dalla notizi che l’INPS ha aggiornato la classificazione dei lavori gravosi adottando la nuova codifica ISTAT. Un aggiornamento che ha avuto un effetto indiretto sull’accesso all’APE Sociale e ad altre forme di pensione anticipata.
Il sindacato Anief chiede che l’elenco venga esteso a tutto il personale della scuola, dell’università, della ricerca e dell’AFAM. Oggi, infatti, sono già riconosciuti come gravosi solo alcuni profili, come insegnanti dell’infanzia e della primaria, educatori degli asili nido e personale addetto ai servizi di pulizia.
Il riscatto della laurea
Secondo Marcello Pacifico, anche docenti della secondaria, personale ATA, DSGA, ricercatori, docenti universitari e personale AFAM dovrebbero essere inclusi, perché sempre più esposti a stress, burnout e patologie legate al lavoro.
La proposta del sindacato è introdurre una finestra previdenziale a 60 anni per circa 1,4 milioni di lavoratori dei comparti Istruzione, Università, AFAM e Ricerca, riconoscendo il burnout come conseguenza documentabile dell’attività professionale. Anief collega la richiesta anche a stipendi ritenuti troppo bassi, anni di precariato e scarsa valorizzazione del personale.
Un’altra soluzione, indiretta, sarebbe quella di concedere un riscatto fortemente agevolato della laurea, in modo da consentire di raggiungere più facilmente e senza esborsi eccessivi gli anni utili al conseguimento del requisito per uscire dal mondo del lavoro. Una soluzione che agevolerebbe anche il turn over e consentirebbe a giovani docenti di accedere alla professione.