Arriva il decreto ministeriale che informa gli uffici scolastici regionali su maggiori dettagli in merito alla tanto discussa Riforma Istituti Tecnici dalla prima classe del 2026/27. In questi giorni il Ministero ha inviato ufficiale nota contenete i dettagli del dm n. 71 del 29 aprile 2026. La nota è completa degli allegati utili a comprendere i dettagli della riforma.
La riforma
La riforma degli Istituti Tecnici partirà dal 2026/27, ma solo dalle classi prime. Cambieranno indirizzi, articolazioni e quadri orari, con percorsi più legati a lavoro, innovazione, digitale, ambiente e imprese. Gli studenti già iscritti continueranno con il vecchio ordinamento fino alla fine del percorso. Il percorso resterà normalmente di 5 anni: il modello 4+2 non diventa obbligatorio per tutti.
Con questo decreto si procede alla “Individuazione delle classi di concorso da assegnare alle discipline dei percorsi di istruzione tecnica in relazione ai nuovi quadri orari definiti, per il primo biennio, secondo biennio e quinto anno, per gli indirizzi e articolazioni di cui agli Allegati B e da C1 a C11 e in relazione al quadro orario del percorso di specializzazione di Enotecnico di cui all’Allegato D1 del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 19 febbraio 2026, n. 29, attuativo articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144”.
Cosa cambia con questo decreto
Il decreto è stato registrato dagli organi di controllo.
Cosa cambia in virtù di questo decreto? Le modifiche riguardano i quadri orari intervenendo sulle distinzioni inerenti area di indirizzo generale, comune a tutti gli indirizzi, area di indirizzo flessibile, differenziata per indirizzo e articolazione.
Cambia anche la quota oraria affidata all’autonomia scolastica. Alle classi prime vengono assegnate 66 ore annue. Cambia invece il discorso per il quinto anno con la quota a disposizione dell’istituto che raggiunge 231 ore annue.
Aumento anche per quel che concerne il monte ore di compresenza nei laboratori, provvedimento che interessa anche agli indirizzi del settore economico. Queste le note inviate agli uffici scolastici.