Nuovo appuntamento il 24 giugno intorno al tavolo dell’Aran per discutere della parte normativa del rinnovo di contratto scuola. Se la parte economica è di fatto in archivio, con i fondi sbloccati che dovrebbero consentire già nel mese di luglio al personale scolastico di percepire aumenti in busta paga e arretrati con emissione speciale, la parte normativa è ancora tutta da definire.
Aumenti di stipendio indiretti
Ma non si tratta di aspetti marginali, anche perché ci sono una serie di elementi nella contrattazione che potrebbero impattare a livello economico sulla busta paga di docenti e ata come se non più dei recenti aumenti di stipendio, per la verità non troppo consistenti.
Si pensi ad esempio alla richiesta di introdurre i buoni pasto, che consentirebbe un aumento di stipendio per il personale scolastico non da poco. Ricordiamo che quello scolastico è l’unico ambito della pubblica amministrazione cui ancora viene negato il diritto dei buoni pasti. Su questo e su altri elementi faranno leva i sindacati per provare a inserirli nella contrattazione. In prima linea in questo senso c’è sicuramente Anief, che chiede da tempo l’introduzione di questo bonus per docenti e personale Ata.
Il precedente del contratto scuola
Non sarà semplice, perché richiederebbe uno sforzo economico non da poco da parte dello Stato. Soprattutto non sarà facile ottenerlo in contemporanea, da subito, per tutto il personale scolastico. Più probabile che si possa riuscire a introdurlo per alcune categorie, cosa che inevitabilmente però porterebbe ad acuire la sensazione di disparità di trattamento. Ma sarebbe quantomeno un segnale importante.
In ogni caso domani ci si siederà di nuovo attorno a un tavolo. Anief chiederà l’introduzione dei buoni pasto per tutti i lavoratori della scuola. Una richiesta già presentata in occasione della dichiarazione congiunta n. 2 del Ccnl 2022-24. Anief sottolinea che i buoni pasto sarebbero fondamentali per migliaia di docenti e ATA che entrano a scuola alle 8 ed escono dopo le 14.
Ma il pensiero va anche a chi ha doppi turni e a chi si sposta tra sedi diverse. Per queste categorie, secondo Anief il pranzo diventa un lusso o un’incombenza. A dare forza alla richiesta del sindacato, il fatto che il precedente contratto già li prevedeva in una dichiarazione congiunta. Ma le intenzioni non si sono tramutate in fatti.
