Luglio dovrebbe essere il mese dell’inserimento degli aumenti in busta paga per il personale scolastico e del saldo degli arretrati (presumibilmente mediante emissione speciale, ma potrebbero anche essere inseriti in busta paga se si farà in tempo) relativi al rinnovo di Contratto Scuola 2025/27.
Il bonus una tantum
La procedura è ormai sbloccata grazie al via libera dei giorni scorsi del Consiglio dei Ministri, ma l’iter burocratico prevede ancora diversi passaggi e se anche solo uno dovesse “saltare” rischierebbe di compromettere l’intera tempistica programmata dal ministero, costringendo a rinviare il tutto a dopo l’estate.
Oltre ad aumenti e arretrati, è previsto anche il pagamento di un bonus una tantum, ma solo per il personale ATA. Al contrario di quanto avvenuto per l’ultimo rinnovo di contratto scuola, il bonus non sarà erogato al personale docente. Il personale Ata invece non percepirà soltanto aumenti e arretrati relativi all’aumento di stipendio scuola, ma anche un bonus una tantum di 110 euro lordi.
Il motivo di questo importo ulteriore, che lo ribadiamo non spetta ai docenti, è inerente il triennio 2025-2027 e fa riferimento alle risorse precedentemente stanziate per la progressione verticale, non impiegate negli anni di riferimento.
Le modalità di pagamento
I sindacati sono riusciti a trovare un accordo in sede di contrattazione specificando che si tratta di risorse destinate al personale ATA che adesso dovrebbero essere in qualche modo restituite a questi dipendenti della scuola.
Percepiranno il bonus sia gli appartenenti al personale ATA di ruolo sia gli appartenenti al personale ATA a tempo determinato. Naturalmente in questo secondo caso l’importo potrebbe essere inferiore ai 110 euro previsti, dal momento che la somma va sempre parametrata sulla base dei mesi effettivamente lavorati.
Resta da capire, oltre alle tempistiche, con che modalità verrà pagata questo bonus: l’ipotesi più probabile è che venga inserita anch’essa nell’emissione speciale, ma potrebbe essere anche pagata contestualmente alla busta paga, e in questo secondo caso comparirebbe nel cedolino.
