A fine anno il Tar si pronuncerà della legittimità della norma sulla continuità didattica di recente introduzione (prima “edizione” l’anno scorso, quest’anno si replica) che consente alle famiglie di richiedere la conferma del docente di sostegno del proprio figlio anche per l’anno successivo.
In attesa del Tar di novembre
In attesa di pronunciamento del Tar, che potrebbe bloccare la procedura, la norma rischia addirittura di essere allargata per quel che riguarda la platea dei potenziali beneficiari, già adesso abbastanza ampia considerato che include anche i docenti privi di specializzazione.
Se ne sta discutendo in virtù dell’interrogazione presentata da Marco Furfaro del Partito Democratico e rivolta al Ministro dell’Istruzione e del Merito in cui si chiede di valutare la possibilità di includere tra i possibili docenti destinatari di conferma anche quelli che hanno svolto incarichi di supplenza breve, al momento esclusi dalla normativa.
Anche per i supplenti brevi
L’interrogazione riguarda in generale l’analisi della normativa così come adesso è stata pensata e come viene applicata, con particolare riferimento al trattamento dei docenti di sostegno che hanno svolto incarichi di supplenza breve. Nello specifico, Furfaro chiede al Governo di prendere in considerazione la possibilità di allargare la platea dei docenti destinatari potenziali di conferma anche ai supplenti brevi, in modo da assicurare la prosecuzione del rapporto educativo sempre nell’interesse della continuità didattica per lo studente.
Proprio il principio della continuità didattica è alla base della normativa introdotta per la prima volta lo scorso anno, motivazione che non ha mai convinto i sindacati convinti che la continuità didattica si debba assicurare mediante altre strade.
L’interesse dello studente
Proprio in nome di essa, invece, l’interrogazione parlamentare spinge affinché l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità venga garantita prendendo in considerazione anche i supplenti brevi e per questo si chiede al Ministero di verificare la coerenza dell’attuale disciplina con le finalità previste dal decreto legislativo n. 66 del 2017. Naturalmente non sarà possibile già da quest’anno in vista dell’anno scolastico che inizia a settembre 2026, ma se la platea sarà allargata potrà entrare in vigore con la nuova norma a partire dall’anno scolastico successivo.
