Domanda assegnazione provvisoria 2026: al via tra pochi giorni per chi punta al ricongiungimento familiare

Dopo la mobilità ordinaria, da cui dipenderà anche il contingente che il Mef sta per autorizzare per le immissioni in ruolo in vista del prossimo anno scolastico, molti docenti guardano alle assegnazioni provvisorie e alle utilizzazioni come strumenti indispensabili, per un solo anno scolastico, di lavorare più vicino alla famiglia o a una persona da assistere. Non c’è ancora una data ufficiale per il via alle domande, ma sicuramente la finestra temporale sarà fissata a luglio.

Il ricongiungimento familiare

L’assegnazione provvisoria non va confusa con il trasferimento. Non cambia in modo stabile la sede di titolarità del docente, ma consente solo uno spostamento temporaneo per l’anno scolastico successivo. Serve soprattutto a favorire il ricongiungimento familiare: figli, coniuge o convivente, genitori, parenti da assistere, familiari con disabilità oppure lo stesso docente se ha una disabilità personale.

La differenza principale rispetto alla mobilità è che qui non contano davvero titoli, anzianità di servizio o curriculum professionale. Il punteggio è molto più limitato. Pesano soprattutto il ricongiungimento nel comune della persona indicata e la presenza di figli: 5 punti per ogni figlio fino a sei anni e 4 punti per ogni figlio tra sei e diciotto anni.

Per quel che riguarda, invece l’assistenza ai familiari con disabilità, non basta dichiarare la situazione familiare: bisogna anche dimostrare di aver fruito, durante l’anno scolastico, dei permessi previsti dalla legge. Questo serve a provare che l’assistenza non è solo formale, ma effettiva.

Il nodo dei vincoli

C’è poi il nodo dei vincoli. Secondo quanto spiegato da Semeraro, i docenti assunti a tempo indeterminato prima del 2023 possono presentare domanda con maggiore libertà. Per chi è stato assunto dopo, invece, bisogna distinguere: l’assegnazione provinciale dovrebbe essere più semplice, mentre per quella interprovinciale serve una deroga.

La questione riguarda in particolare alcune categorie di docenti assunti negli ultimi anni, come quelli da GPS prima fascia sostegno, dallo straordinario bis o dai concorsi PNRR. Per loro la possibilità di chiedere assegnazione provvisoria dipende da condizioni precise, tra cui, in alcuni casi, il superamento dell’anno di prova.

Tra le deroghe attese o confermate c’è quella per chi assiste genitori con più di 65 anni, purché il requisito venga maturato entro il 31 dicembre 2026. Restano poi le deroghe collegate ai figli minori, alla disabilità personale e all’assistenza a familiari con disabilità. I sindacati stanno chiedendo anche di estendere nuovamente la tutela ai genitori con figli fino a 16 anni, ma su questo bisogna attendere il testo definitivo.