Organico di fatto 2026: oltre 14mila cattedre per supplenze e assegnazioni provvisorie

L’organico di fatto della scuola italiana cambia appena di 13 posti rispetto allo scorso anno: superiori e regioni del Nord continuano a trainare il sistema.

Le nuove bozze ministeriali

Le nuove bozze ministeriali mostrano un quadro quasi immobile rispetto all’anno precedente: il limite massimo nazionale scende da 14.161 a 14.148 posti, con una differenza di appena 13 unità che, nei fatti, non modifica gli equilibri complessivi.

La distribuzione territoriale conferma ancora una volta il forte peso delle regioni del Nord. La Lombardia mantiene il contingente più alto d’Italia con 2.994 posti autorizzabili, un numero enorme se confrontato con quello di molte regioni meridionali. Da sola supera infatti la somma di Campania, Puglia, Calabria e Molise messe insieme. Subito dietro si collocano Emilia-Romagna con 1.950 posti, Veneto con 1.473 e Piemonte con 1.462.

La Sicilia si ferma a 698 posti, la Calabria a 356, mentre la Campania, nonostante l’elevata popolazione scolastica, si attesta a soli 327 posti autorizzabili. Ancora più basso il dato della Puglia, che arriva a 176. Il Molise, come già avvenuto negli anni precedenti, resta la regione con il contingente più ridotto: appena 77 posti complessivi.

Variazioni impercettibili

Le variazioni rispetto al 2025/2026 risultano quasi impercettibili. Diverse regioni mantengono esattamente gli stessi numeri dello scorso anno, segnale evidente di una programmazione ormai consolidata. Le poche riduzioni registrate riguardano quasi esclusivamente tagli simbolici da uno o due posti, distribuiti tra Abruzzo, Basilicata, Marche, Sardegna, Toscana e Umbria.

Per quel che riguarda la ripartizione per grado scolastico, la scuola secondaria di secondo grado continua ad assorbire la parte predominante dell’organico di fatto nazionale. Su 14.148 posti complessivi, ben 9.211 vengono destinati alle superiori. In pratica quasi due posti su tre appartengono a questo segmento scolastico.

La distanza rispetto agli altri ordini appare enorme. La scuola secondaria di primo grado si ferma infatti a 3.761 posti, mentre la primaria arriva poco sopra quota mille con 1.039. L’infanzia resta quasi marginale nel quadro generale, con appena 137 posti complessivi su scala nazionale.

La distribuzione al Nord

Le superiori continuano a essere il settore con maggiori esigenze di flessibilità organizzativa, soprattutto per la frammentazione degli indirizzi, il numero elevato di discipline e la complessità nella formazione delle cattedre. È proprio qui che gli Uffici scolastici ricorrono più frequentemente all’organico di fatto per garantire il funzionamento delle scuole.

Anche in questo caso il Nord domina la distribuzione. Nella secondaria di II grado la Lombardia concentra da sola 1.730 posti, seguita dall’Emilia-Romagna con 1.256. Molto alti anche i dati di Piemonte, Veneto, Toscana e Lazio, tutti territori che superano abbondantemente diverse centinaia di posti autorizzabili solo nelle superiori. Lo stesso schema si ripete nella scuola media, dove Lombardia ed Emilia-Romagna guidano ancora la classifica nazionale.