Il ministero ha spiegato in queste ore come dovranno essere gestiti gli spezzoni orari inferiori a 7 ore nella scuola secondaria per l’anno scolastico 2026/2027 in virtù delle novità introdotte dall’ordinanza per le supplenze.
La novità è che questi spezzoni non vengono lasciati subito alle scuole in modo disordinato, ma passano attraverso una procedura precisa, divisa in 5 fasi, con tempi e priorità.
Prima raccolta delle disponibilità: Fase 0
Il prossimo passaggio ha scadenza il prossimo 15 luglio, data entro la quale il dirigente scolastico deve chiedere a tutti i docenti titolari della scuola per il 2026/2027 se sono disponibili a svolgere ore aggiuntive oltre l’orario obbligatorio.
Sono compresi anche i docenti che arrivano nella scuola per mobilità.
La disponibilità può riguardare al massimo 6 ore aggiuntive e solo per le classi di concorso, o per il sostegno, per cui il docente ha abilitazione o specializzazione.
Il dirigente deve raccogliere le disponibilità per tutte le classi di concorso presenti nella scuola, anche se in quel momento non risultano ancora spezzoni inferiori a 7 ore.
Entro il 20 luglio, poi, il dirigente comunica all’Ufficio territoriale per quali classi di concorso o tipi di posto ha raccolto disponibilità interne e per quante ore.
Cosa fanno gli Uffici territoriali: Fasi 1, 2, 3 e 4
Nella Fase 1, entro il 24 agosto, gli Uffici territoriali usano tutti gli spezzoni disponibili nella gestione dell’organico e delle disponibilità di fatto. Quindi non escludono gli spezzoni inferiori a 7 ore: li considerano dentro le operazioni generali.
Nella Fase 2, entro il 25 agosto, gli Uffici territoriali assegnano alle scuole la gestione delle ore per cui i dirigenti avevano già comunicato la possibilità di copertura interna. Se una scuola ha docenti titolari disponibili, quelle ore possono tornare alla scuola per essere date come ore aggiuntive.
Nella Fase 3, prima delle operazioni successive, gli spezzoni rimasti nella disponibilità dell’Ufficio vengono usati per creare posti orario. Questo significa che gli spezzoni possono essere combinati per formare cattedre o posti più consistenti.
Nella Fase 4, entro il 31 agosto, tutti gli spezzoni inferiori a 7 ore che non sono serviti per costituire posti orario vengono restituiti alle scuole. A quel punto potranno essere assegnati internamente.
Dal 1° settembre al 31 dicembre: Fase 5
Dal 1° settembre ed entro il 31 dicembre, i dirigenti scolastici gestiscono gli spezzoni inferiori a 7 ore che sono rimasti dopo le fasi degli Uffici territoriali o che si sono creati dopo l’inizio dell’anno scolastico per qualsiasi motivo.
Prima si guarda ai docenti in servizio che hanno abilitazione o specializzazione specifica. Tra questi, la precedenza va:
ai docenti a tempo determinato che hanno diritto al completamento;
ai docenti a tempo indeterminato con orario completo;
ai docenti a tempo determinato con orario completo.
Se non si riesce così, si passa allo scorrimento della I e II fascia di istituto per attribuire le ore a docenti a tempo determinato.
Se ancora non si coprono le ore, si possono attribuire internamente anche a docenti in servizio senza abilitazione o specializzazione, purché abbiano il titolo di studio richiesto. Anche qui l’ordine è:
docenti a tempo determinato aventi titolo al completamento;
docenti a tempo indeterminato con orario completo;
docenti a tempo determinato con orario completo.
Solo dopo si passa alla III fascia di istituto.
Il senso complessivo
L’obiettivo di questa nuova norma è evitare che gli spezzoni inferiori a 7 ore vengano gestiti in modo casuale o troppo tardi.
Prima si verifica se possono essere assorbiti dai docenti titolari della scuola. Poi gli Uffici territoriali provano a usarli per costruire posti orario. Solo ciò che resta torna alle scuole, che dal 1° settembre al 31 dicembre possono assegnarlo seguendo un ordine di priorità.
La norma vuole far sì che prima si valorizzino i docenti già in servizio e abilitati/specializzati, poi le graduatorie di istituto, poi eventualmente i docenti senza abilitazione ma con titolo di studio, e infine la III fascia.
