Dal prossimo anno scolastico, il 2026/27, gli spezzoni pari o inferiori a 6 ore nella scuola secondaria non verranno più gestiti solo all’ultimo momento, ma entreranno a far parte di una procedura più ordinata, che prevede una verifica preventiva della disponibilità dei docenti interni.
Saranno interessate le ore residue fino a 6 settimanali, cioè piccoli spezzoni che non costituiscono una cattedra intera. Queste ore possono essere aggiunte all’orario obbligatorio dei docenti, ma solo con il loro consenso e fino al limite massimo di 24 ore settimanali.
Prima fase: verifica interna entro luglio
La novità sta soprattutto nella fase iniziale. Entro il 15 luglio ci sarà da parte del dirigente scolastico una ricognizione all’interno della scuola per accertare la presenza di docenti titolari disponibili a svolgere ore aggiuntive nell’anno scolastico 2026/27, partendo dagli esiti della mobilità, prendendo in considerazione i docenti titolari nella scuola dopo i movimenti.
La disponibilità dei docenti non deve essere informale ma deve risultare agli atti. Poi entro cinque giorni il dirigente dovrà comunicare all’Ufficio scolastico le classi di concorso per le quali ha trovato docenti disponibili a prendere queste ore aggiuntive.
Prima di assegnare le ore ai docenti interni, bisogna considerare le assegnazioni provvisorie, cioè per la mobilità annuale. Se residuano ancora posti, gli spezzoni potranno essere attribuiti ai docenti che avevano dato la disponibilità.
Supplenze e completamenti
A quel punto gli spezzoni ancora disponibili vengono utilizzati per le supplenze da GaE e GPS. In caso di ulteriori ore residue, si passa all’attribuzione dopo l’inizio dell’anno scolastico ai docenti già in servizio nella scuola, sempre con il loro consenso.
La priorità va ai docenti a tempo determinato che hanno diritto al completamento di orario, poi ai docenti già con orario completo, prima quelli a tempo indeterminato e poi determinato. Se nella scuola non si riesce ad assegnare lo spezzone, si passa allo scorrimento delle graduatorie di istituto di I e II fascia, poi si passa ai docenti interni privi della specifica abilitazione o specializzazione, purché abbiano il titolo di studio richiesto. Infine si considera la III fascia di istituto per assumere nuovi supplenti.
Disponibilità nate dopo l’inizio dell’anno
Possono residuare anche ore dopo l’avvio dell’anno scolastico. In questo caso la priorità va prima ai docenti già in servizio nella scuola e in possesso della specifica abilitazione o specializzazione partendo da supplenti con diritto al completamento, docenti di ruolo con orario completo, supplenti con orario completo.
Poi si passa alla I e II fascia delle graduatorie di istituto.
Se il dirigente scolastico ha difficoltà ad assegnare le ore, può ricorrere ai docenti già in servizio ma senza abilitazione o specializzazione specifica, purché abbiano il titolo di studio necessario. Anche qui l’ordine è: prima chi deve completare, poi i docenti di ruolo a orario completo, poi i supplenti a orario completo. Infine, come ultima possibilità, si ricorre alla III fascia di istituto.
