Sostegno, continuità didattica sotto pressione: oltre 125mila precari e 100mila cattedre da sbloccare

La conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie è nata con l’obiettivo di assicurare continuità didattica in primis agli studenti, e anche ai docenti precari (anche non specializzati, cosa che comporta numerose critiche alla misura che quest’anno sarà alla sua seconda annata di applicazione). Ma secondo i sindacati non è questa la strada giusta: serve sbloccare per i ruoli le oltre 100 mila cattedre al 30 giugno su posti in deroga pluriennali.

I numeri di un’emergenza

I dati sul sostegno sono allarmanti: il numero di docenti precari in questo ambito (ancora più delicato rispetto al posto comune per la natura stessa delle sue finalità) ha raggiunto numeri altissimi, come dimostrano i 125.462 docenti precari che ne fanno parte.

La statistica che più preoccupa, è che i docenti precari sul sostegno hanno raggiunto più della metà del totale.

Ci sono supplenti su posti in deroga per un totale di 118.647 specializzati negli ultimi due anni. Per risolvere la situazione, secondo Anief, è indispensabile sbloccare le immissioni in ruolo e le assunzioni.

Quanti di questi più 125.462 posti sono stati assegnati alle scuole per più anni in deroga? E’ la prima cosa da accertare, per poi passare a un piano straordinario di assunzioni in ruolo che ne preveda 100 mila già il prossimo anno.

I tanti specializzati

A momento sul sostegno la continuità didattica è assicurata solo dalla norma sulla conferma del docente di sostegno su richiesta delle famiglie, che ha consentito di confermare un terzo dei docenti precari, tra cui però molti non specializzati.

Negli ultimi due anni TFA X e XI ciclo hanno consentito rispettivamente 35.784 e 30.241 specializzazioni, INDIRE invece 52.622 posti.

“E se i posti in deroga aumentano – continua Pacifico – lo si deve alla maggiore sensibilità delle famiglie e sempre all’azione del nostro sindacato che ha lottato contro la norma che limitava gli organici a livello nazionale (legge 244/2007 dichiarata incostituzionale dalla sentenza n. 80/2010 della Consulta) e contro il rifiuto dell’attribuzione delle ore richieste dal PEI da parte degli Uffici scolastica con la campagna gratuita in tribunale per le famiglie giunta alla 15esima edizione”.