E’ ufficialmente partito il meccanismo che porterà all’attivazione del quarto ciclo dei percorsi abilitanti, ormai unica strada per accedere alla professione, indispensabile anche se si è superato un concorso scuola.
I percorsi disponibili
Non ci sono novità rispetto ai cicli precedenti, questo significa che ci saranno tre tipi di percorsi a seconda della situazione individuale, delle esigenze e degli obiettivi dei singoli candidati. Il percorso più completo è sempre quello da 60 cfu, destinato a chi non possiede alcun credito e ha bisogno fi abilitarsi. Confermati i percorsi da 36 cfu, utili a coloro i quali possono sfruttare i 24 cfu che ormai hanno perso ogni altro tipo di valore.
Infine il percorso ridotto da 30 cfu per i triennalisti. Un percorso che premia l’esperienza maturata in classe con almeno 3 anni di servizio (sia nelle scuole statali che nelle paritarie) negli ultimi 5 anni. Affinché venga considerata valida e spendibile al fine di ottenere l’accesso al percorso da 30 cfu e conseguentemente l’abilitazione, l’annualità deve essere stata prestata sulla specifica classe di concorso per cui si richiede l’abilitazione.
Per partecipare ai percorsi abilitanti, è necessario essere in possesso di titolo di studio (laurea magistrale o magistrale a ciclo unico, oppure diploma per gli ITP) idoneo all’accesso a una determinata classe di concorso.
Accesso consentito anche agli studenti regolarmente iscritti a un corso di laurea magistrale.
Quarto ciclo in anticipo
Quali sono i prossimi passaggi in attesa dell’attivazione dei percorsi? Adesso tocca ad atenei e istituzioni AFAM che dovranno sfruttare la finestra temporale individuata dal ministero per inserire le proprie potenziali disponibilità.
Il ministero ha fissato questa finestra temporale in un periodo che andrà dal prossimo 19 giugno fino al 19 luglio. Un mese di tempo quindi da parte delle università per richiedere l’accreditamento per l’attivazione di nuove classi di concorso e per comunicare la quota di posti che intendono offrire per le classi già precedentemente accreditate.
Rispetto al passato, il ministero con questo quarto ciclo sta giocando di anticipo. Basta pensare che in occasione del terzo ciclo non ci furono novità prima del mese di ottobre, per poi aspettare la pubblicazione dei decreti a gennaio dell’anno dopo.
