Immissioni in ruolo 2026: opportunità maggiori nella scuola primaria, sul sostegno e in alcune regioni del Nord

Si avvicina il momento della fase dedicata alle immissioni in ruolo dei docenti in vista del prossimo anno scolastico, con avvio a settembre. L’attesa è per la comunicazione del contingente autorizzato da parte del ministero che sta ragionando anche in base agli esiti della mobilità comunicati nei giorni scorsi e che hanno evidenziato un alto numero di cattedre rimaste scoperte.

Le cattedre libere

Si parte dal dato relativo a 46.826 cattedre libere, che non necessariamente però sarà autorizzato integralmente dal Mef per le immissioni in ruolo.

Se così fosse, ci sarebbero disponibili 4.240 posti nella scuola dell’infanzia, 18.799 nella primaria, 7.734 nella secondaria di primo grado e 16.053 nella secondaria di secondo grado.

Lo scorso anno fu autorizzato un numero simile di assunzioni, anci addirittura superiore considerato che si attestò su 48.504 assunzioni di docenti. Ma ogni anno ci sono valutazioni diverse da fare, a cominciare dalla capienza delle graduatorie. Ma nel computo finale rientreranno anche altri elementi da considerare, come le rinunce, le classi di concorso e la distribuzione territoriale dei posti.

L’ordine di assunzione

Ci sono poi da considerare le assunzioni da destinare al Pnrr 3, le cui graduatorie sono in pubblicazione in questi giorni. Difficile si autorizzino assunzioni per tutti i vincitori, considerato che sono stati messi a bando più posti di quelli utili a raggiungere il target degli accordi con l’Ue. Più probabile che i vincitori vengano assunti nel corso dei prossimi tre anni.

Ci sono poi gli elenchi regionali, che avranno validità subito dopo le immissioni in ruolo ma precedenza rispetto a scorrimento prima fascia gps sostegno e mini call veloce.

Il numero di assunzioni da nomine da GPS dipenderà dai posti disponibili dopo GaE, concorsi ed elenchi regionali, quindi è ipotizzabile che siano meno rispetto all’anno scorso. Stesso discorso sulle successive assunzioni a livello interprovinciale come la mini call veloce. Secondo i sindacati, il maggior numero di assunzioni si potrebbe concentrare nella scuola primaria, sul sostegno e in alcune regioni del Nord.