In vista delle immissioni in ruolo da prima fascia sostegno per il prossimo anno, come sempre il quadro varia molto tra Nord e Sud, con differenze legate a organici e disponibilità reali.
Nord: più posti e maggiori possibilità
Nelle regioni del Nord la situazione è generalmente più favorevole per le immissioni in ruolo da GPS sostegno. In queste province si concentra una maggiore disponibilità di posti vacanti, dovuta anche a una minore presenza di docenti specializzati e a una mobilità più elevata.
Regioni come Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna registrano da anni un numero significativo di cattedre scoperte, spesso anche in organico di diritto. Una situazione che comporta un aumento delle possibilità concrete di assunzione, soprattutto per chi è inserito nelle prime posizioni delle graduatorie.
Centro: equilibrio tra domanda e offerta
Nel Centro Italia la situazione è più bilanciata. In regioni come Lazio, Toscana e Marche, i posti disponibili ci sono, ma in misura più contenuta rispetto al Nord.
Le immissioni dipendono molto dalle singole province e dalla presenza di posti effettivamente autorizzati per il ruolo. In alcune aree si registrano opportunità interessanti, ma la competizione resta più alta.
Sud: poche disponibilità e graduatorie affollate
Al Sud il quadro cambia in maniera drastica. Regioni come Campania, Sicilia, Calabria e Puglia offrono un numero molto elevato di aspiranti a fronte di pochi posti disponibili in organico di diritto.
In queste regioni e nelle relative province, le graduatorie sono spesso sature e le possibilità di immissione in ruolo risultano più limitate. Molti posti restano in deroga e quindi non utilizzabili per le assunzioni stabili, riducendo ulteriormente le opportunità.
L’organico di diritto
Il vero elemento che fa la differenza non è il numero totale di cattedre, ma quanti di questi posti sono in organico di diritto. Solo questi, infatti, possono essere utilizzati per le immissioni in ruolo da GPS sostegno.
Finché una quota significativa resta in deroga, soprattutto al Sud, il sistema continuerà a offrire meno opportunità rispetto al reale fabbisogno delle scuole.
