Arretrati e aumenti arrivano a luglio: lo confermano i sindacati in attesa dei buoni pasto

Gli arretrati per il personale scolastico per il rinnovo di contratto scuola 2025-27 arriveranno a luglio. Non c’è la conferma ufficiale da parte del ministero ma ne sono convinti i sindacati. Per l’ufficialità, mancano ancora alcuni passaggi burocratici, a cominciare dalla firma definitiva sull’ipotesi di contratto relativa alla parte economica arrivata a tempo di record.

La conferma di Anief

Secondo Daniela Rosano, segretaria generale Anief, in un’intervista all’agenzia Teleborsa. “Gli arretrati del nuovo contratto Scuola 2025-2027 presumibilmente saranno erogati a luglio”. Perché questa prospettiva diventi realtà, serve che nelle prossime settimane vengano completati i passaggi burocratici da parte di tutti gli organi di controllo che devono verificare gli ultimi elementi del CCNL 2025-2027, firmato ormai due mesi fa.

Se la data di pagamento degli arretrati e degli aumenti è incerta, e verrà ufficializzata solo nelle prossime settimane, maggiori certezze riguardano gli importi per il personale scolastico, che variano per i docenti, da poco più di 600 euro lordi a circa 1.400 euro lordi. Decisamente meno significativi gli aumenti che vanno da meno di 40 euro lordi a quasi 190 euro lordi.

Questo aumento non è conclusivo dell’accordo raggiunto tra ministero e sindacati, considerato che nel 2027 sarà erogato un aumento ulteriore in virtù della decisione di ripartire risorse diverse nei tre anni di vigenza del contratto.

In attesa dei buoni pasto

Se la parte economica del rinnovo di contratto scuola è sicuramente quella più importante per un riscontro effettivo sulle retribuzioni, da non sottovalutare quello che potrebbe avvenire con la contrattazione sulla parte normativa ancora in corso.

Si sta discutendo infatti della possibilità di introdurre i buoni pasto nel contratto nazionale, almeno per i docenti. Con importi ancora da stabilire, considerato che la trattativa è tutt’altro che in discesa, il riconoscimento di questo diritto potrebbe costituire un aumento di stipendio indiretto non da poco per gli insegnanti.

I sindacati spingono forte sul riconoscimento di questo diritto, considerato che i docenti e il personale scolastico in generale sono al momento l’unico comparto della pubblica amministrazione ancora escluso dai buoni pasto.