Sanzioni giornaliere contro l’Italia per inadempienza nella risoluzione del precariato cronico. Anief chiede alla Commissione Ue di intervenire per risolvere una questione che si trascina ormai da diversi anni e per la quale non si intravede una risoluzione, nonostante i tanti richiami da parte di Bruxelles.
Non solo discontinuità didattica
A nulla sono servite, per il momento, le richieste di limitazione dei contratti a termine, il cui abuso ha contribuito a produrre la situazione attuale con un numero di precari esorbitante nella scuola italiana, foriero di discontinuità didattica e instabilità economica e professionale dei docenti.
In attesa che il governo italiano si attivi per attuare il doppio canale di reclutamento che risolverebbe gran parte del precariato in Italia, attivando le assunzioni da gps anche su posto comune e non solo su posti residui, Anief si rivolge a Bruxelles per chiedere l’attivazione di sanzioni giornaliere contro l’Italia per inadempienza.
Si sa ormai che gran parte delle motivazioni dietro il reiterare il ricorso ai docenti precari risiedono nella convenienza economica per le casse dello Stato nel contrattualizzare con questa formula, in virtù del notevole risparmio che comporto alla luce delle differenze di costo tra docenti di ruolo e docenti precari.
Sanzioni giornaliere
Per questo, provare a far mettere mano al portafoglio allo Stato infliggendo multe potrebbe convincere dell’inutilità di proseguire su questa strada.
Per questo Anief chiede alla Commissione Europea l’attivazione di sanzioni giornaliere contro l’Italia, per multare l’inadempienza rispetto alla Direttiva UE sui contratti a termine.
Anief si muove anche a livello nazionale chiedendo all’ARAN di inserire nel CCNL la parità di trattamento giuridica ed economica, in modo da assumere nei ruoli dello Stato su tutti i posti vacanti e raddoppiare quelli che chiedono la mobilità per avvicinarsi a casa.
“Sulla ‘supplentite’ – ha detto Pacifico – la sentenza della CGUE, che ha condannato l’Italia sempre il mese scorso sulla causa C-155/2025, ma anche la nuova procedura di infrazione n. 2277/2024, non danno al nostro Paese più margini di memoria. Per il nostro sindacato Anief bisogna dunque avere il via del Governo per inserire nella parte normativa del contratto 2025-2027 la parità di trattamento economica e giuridica: questo, si può fare anche in breve tempo, basterebbe approvare un decreto legge che garantisca l’assunzione del personale docente, Ata, educativo su tutti i posti vacanti e disponibili (soprattutto in organico di fatto e tra i posti di sostegno in deroga pluriennali). In pratica, attraverso il doppio canale di reclutamento per il personale docente si realizzerebbero decine di migliaia di immissioni in ruolo su posto comune e sostegno, sia ‘pescando’ i candidati titolati dai concorsi che dalle GAE-GPS. Inoltre, sul personale ATA sarà necessario anche un nuovo organico aggiuntivo, alla luce dell’attivazione dei nuovi 41 mila profili professionali da potenziare negli anni futuri”.